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Lavoro irregolare, sul territorio rappresenta il terzo settore produttivo

Il sommerso continua a crescere: dalla Confartigianato nuove iniziative per sensibilizzare la popolazione ed evidenziare i rischi che si corrono

E' un esercito che avanza quello dei lavoratori irregolari a Terni e in Umbria. Numeri allarmanti che, soprattutto dal 2007, segnano profondamente il mercato produttivo locale. I dati evidenziati oggi pomeriggio nel corso dell'incontro "Stop all'Abusivismo - Noi scegliamo legalità, salute e professionalità", promosso dalla Confartigianato, parlano chiaro: mille lavoratori irregolari ne spiazzano 324 regolarmente assunti, in Umbria il sommerso rappresenta il terzo settore produttivo dopo Servizi e Manifatturiero e si parla della presenza di quasi un occupato non regolare per ogni addetto all'artigianato regionale.

Dati preoccupanti con cui le associazioni di categoria e gli enti locali devono fare i conti da anni, ma contro i quali si è pronti ad avviare una nuova lotta, partendo dalla sensibilizzazione della popolazione e da attività mirate e svolte in sinergia tra i vari soggetti coinvolti.
Tra i relatori dell’evento di giovedì, il direttore di Confartigianato Michele Medori, il prefetto di Terni Paolo De Biagi, il vice sindaco Andrea Giuli, accanto al presidente di Confartigianto, Mauro Franceschini, il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Flamini, e al responsabile dell’ufficio studi dell’associazione di categoria, Enrico Quintavalle, che ha esposto i dati da cui è ufficialmente ripartita la riflessione. In particolare, dall'analisi dei dati Istat è emerso come il 12,9% degli occupati totali sia irregolare, crescendo dell’1,1% tra il 2011 e il 2016. In termini di valore aggiunto, in Umbria, il lavoro sommerso avrebbe superato i 1.100 milioni di euro, con un’incidenza del 5,7% su quello della regione.
A Terni, inoltre, sarebbero 3.034 le imprese artigiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale del sommerso.

"Quel che riteniamo importante - ha sottolineato il direttore Medori - è attuare nuove campagne e iniziative, informare e far capire ai committenti non solo il danno generale all'economia che si causa optando per lavoratori e imprese non in regola, ma anche i rischi che comporta compiere questa scelta".

GUARDA - L'intervento del presidente di Confartigianato Terni, Mauro Franceschini

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