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Sanità "malata", duemila interventi chirurgici in lista d'attesa: da lunedì riprendono le operazioni

Stato di agitazione all'ospedale di Terni e alla Usl Umbria 2, il punto della Fp Cgil: ci sono ancora criticità da risolvere, siamo pronti anche allo sciopero

Una conferenza stampa per fare il punto sull’incontro avvenuto con il prefetto, giovedì 3 marzo, a seguito della dichiarazione dello stato di agitazione proclamato da Fp Cgil. Nel corso della mattinata di oggi, venerdì 4, sono intervenuti i rappresentanti sindacali Giorgio Lucci, Roberto De Cesaris e Valentina Porfidi, presso la sede di via San Procolo a Terni.

“La riunione con il prefetto, alla quale hanno partecipato Pasquale Chiarelli dell’azienda ospedaliera e Massimo De Fino di Usl Umbria 2, non ha sciolto tutti i nodi che avevamo rappresentato, a seguito della nota risalente allo scorso 28 febbraio” esordiscono i rappresentanti di Fp Cgil. “All’interno del documento evidenziavamo la situazione concernente il pronto soccorso ed il recupero, tramite l’utilizzo delle sale operatorie di Narni, delle attività chirurgiche di bassa e media complessità”. Secondo i dati forniti, “dal 2015 ad oggi ce ne sono circa duemila in lista di attesa”.

Accolta la richiesta di attivare due tavoli di confronto congiunti, uno sul pronto soccorso e l’altro sulle attività chirurgiche: “Abbiamo chiesto per il day surgery di tornare allo standard pre emergenza sanitaria. Le attività chirurgiche che si risolvono con un giorno di degenza hanno molti vantaggi sia per i pazienti, che possono terminare la convalescenza a casa e non rischiano un aggravamento della patologia, sia per l’organizzazione del lavoro che ottimizza al massimo l’utilizzo del personale. Inoltre permette anche un notevole risparmio economico per l’azienda”.

Novità per l’ospedale di Narni: “Da lunedì 7 marzo scatterà la convenzione che prevede l’utilizzo delle sale operatorie del nosocomio narnese per i chirurghi dell’azienda ospedaliera. Abbiamo però chiesto un graduale aumento delle sedute, poiché con l’attuale programma occorrerebbero dieci anni per smaltire le liste di attesa arretrate, per ciò che concerne le attività di bassa e media complessità”.

Focus pronto soccorso: “Situazione irrisolta – aggiungono le rappresentanze – dato che il confronto con il direttore dell’ospedale è stato più complicato. Resta dunque in sospeso il giudizio sul risultato della procedura di raffreddamento. Pertanto potremmo sciogliere la riserva solo dopo i confronti richiesti. Nel caso contrario saranno due le strade da percorrere: una manifestazione o la proclamazione dello sciopero. A breve – concludono – verrà convocato tale tavolo. Da parte nostra siamo apertissimi al confronto”.

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