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Coronavirus, andamento regionale "anomalo". Lo spettro di una "zona rossa" per l'impennata sul perugino

L'Umbria sta sempre più diventando un "caso studio" per la cabina di regia dell'Istituto Superiore di Sanità. C'è il rischio della "zona rossa" ma la regione sta valutando interventi puntuali. Il ternano sempre sotto controllo

La cabina di regia nazionale, ieri sera in riunione straordinaria, con verbale ufficiale, ha avallato le restrizioni previste dalle autorità sanitarie regionali - parere positivo - perchè la situazione è considerata preoccupante soprattutto per il forte sospetto - determinato dai numeri e da altri fattori - della presenza di varianti (brasiliana in primis) del Covid.

Una diffusione soprattutto in provincia di Perugia, mentre in quella ternana la situazione è considerata a basso rischio. Nel verbale, la cabina di regia nazionale ha anche previsto e preventivato una progressione delle restrizioni in quelle zone dove il contagio anomalo trova conferme quotidianamente. La conferma del parere della cabina di regia nazionale è stata data dal commissario regionale sanità e welfare Claudio Dario nel corso dell'incontro con i media e la stampa sull'andamento dell'epidemia.

Andamento dell'Umbria "anomalo"

La riunione straordinaria nazionale si è tenuta perché preoccupa l'anomalo aumento del Covid in Umbria rispetto alla media nazionale e si sta dunque monitorando la presenza di una importante circolazioni di varianti - inglese e brasiliana - che purtroppo sarebbe confermata da tre motivi: alcuni tamponi sospetti, l'incredibile differenza tra contagi in provincia di Perugia e Terni e i risultati del contenimento del virus (le restrizioni) che rispetto ai mesi scorsi sono passati da una efficienza del 70 per cento di positivi in meno ad una sorta di irrilevanza ai giorni nostri.

Il Ministero della Sanità è stato avvisato della situazione umbra e saranno presi provvedimenti nella riunione nazionale - alla quale saranno presenti anche gli esponenti della task-force di casa nostra -. Di certo ci sarà un ulteriore giro di vite. Bisogna essere estremamente realisti anche se ad oggi non ci sono certezze: si parla o di zone rosse per i Comuni a rischio o addirittura lockdown sempre per le stesse.

Lockdown regionale?

Appare difficile - ma nessun si sbilancia - un provvedimento su scala regionale. Come confermato dalla cabina di regia nazionale l'Umbria ha messo in campo tutto quello già sperimentato con successo nei mesi scorsi, ma nonostante questo la situazione non è migliorata. La variante brasiliana - come ha spiegato Dario - è ancora poco conosciuta come incidenza sulla pandemia, ma di certo è molto forte, mentre la circolazione di quella inglese si è stimato a livello mondiale fa salire l'Rt di un territorio di 0,8 che sommato al virus tradizionale fa saltare gli schemi fino ad oggi intrapresi (portando nella migliore dell'iportesi l'Rt dai 1.30 - 1.50).

Allarme ricoveri

La dimostrazione della potenza delle varianti si evince anche dai ricoveri ordinari e in terapia intensiva che sono saliti di molto in questi ultimi giorni. Tanto che si sta applicando il piano di salvaguardia che, secondo i protocolli regionali, prevede la messa in campo di altri posti letto per malati Covid. I provvedimenti restrittivi e il prosieguo della vaccinazione - determinato però dalle scorte inviate da Roma che a sua volta deve affidarsi alle capacità di rispettare i patti delle multinazionali del farmaco - sono le due armi al momento necessarie.

Schermata 2021-02-04 alle 17.43.39-2La situazione in provincia di Terni

Terni e provincia tengono botta, tranne ad Amelia che ad oggi tocca il picco di 113 casi attualmente positivi. Ma è davvero un'eccezione sulla quale, grazie anche alle ultime ordinanze della sindaca Pernazza e allo screening a tappeto nelle scuole, sta trovando un contenimento severo. Il rischio di una zona rossa che potrebbe arrivare dalle valutazioni della cabina di regia dell'Istituto superiore di sanità sarebbe un duro colpo in particolare per la città di Terni e per le economie cittadine, sempre più ridotte al lumicino. Gli orientamenti della giunta regionale, come ricordato anche dall'assessore alla sanità, Luca Coletto, vorrebbero scongiurare fino alla fine questa evenienza. Tuttavia, le valutazioni dell'Iss si strutturano sull'indice di contagio regionale e non certo provinciale che, certo, non fa ben sperare. 

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