Coronavirus, i centri sportivi di Terni: “Senza alcun aiuto dalle istituzioni”. Con la bella stagione perdite ingenti

Il presidente Scatolini della Nuova Accademia: “Siamo giustamente predisposti ad adeguarci per il bene di tutti”

foto di repertorio

Un comparto in attesa senza aver avuto, almeno al momento, indicazioni in merito. E’ il grande settore dei centri sportivi dove, ogni giorno, centinaia di appassionati si riversavano per trascorrere momenti di svago e divertimento. Dal ‘fenomeno’ del momento paddle fino ai classici campetti di calcio a 5, calciotto, tennis senza dimenticare le strutture polivalenti. E’ il caso del San Valentino Sporting Club dove Maurizio Sciarrini ha dedicato parte della sua vita: “La domanda da porsi è la seguente: apriamo ma per quale motivo? Per rimettere soldi. Dobbiamo produrre volumi – afferma al portale www.calcioternano.it - e abbiamo bisogno di utenti ma se c’è paura difficile riuscirvi. L’attività non produce utili, la gente non viene al centro sportivo. Inoltre sono il responsabile dei clienti, dei bambini del settore giovanile, dei dipendenti, tutto ciò complica notevolmente gli scenari”.

Il presidente della Polisportiva Ternana si tiene in contatto quotidiano con collaboratori e responsabili: “Da uomini di sport non vedono l’ora di iniziare. Da buon padre di famiglia li devo fare riflettere. Al primo caso positivo in palestra ci potrebbero dipingere con untori. L’ultima settimana prima della chiusura si e no 30 persone hanno utilizzato la struttura. La nostra comunità mi auguro capisca il valore di tutti i centri sportivi cittadini come un patrimonio sociale, non va disperso”. Sono tanti gli sport praticati: dal calcio, alla pallavolo fino al judo, tennis e karate. Senza dimenticare l’ampia palestra a disposizione dei fruitori. “Non punto il dito nei confronti di nessuno. Conformarsi alle disposizioni in auge rappresenta un atto d’amore nei confronti stando delle persone più fragili. Gli impianti di San Valentino sono parte della mia vita, ci abbiamo buttato i risparmi e sogno che i miei figli lavoreranno li. È stato fatto un piccolo miracolo con tanti sacrifici profusi per mantenerli e rinnovarli. Spero sia una situazione transitoria e confido nella scienza”.

Un’altra struttura molto conosciuta e frequentata a Terni è quella della Passepartout. Il presidente della Nuova Accademia Ferdinando Scatolini si occupa della gestione dei campi di calcio a 5 (due) e di calcio a 7: “Il nostro settore come tutti gli altri e fermo dal 9 marzo”. Ripartenza: “La struttura sarebbe pronta se solo ci venissero comunicate le istruzioni per farlo da un punto di vista sanitario. Siamo giustamente predisposti ad adeguarci per il bene di tutti”.

“A Terni i centri come il nostro sono parecchi e tutti nelle stesse condizioni, nessuno sa niente purtroppo. Da un punto di vista economico i danni sono ingenti purtroppo soprattutto perché, questo periodo dell’anno con la bella stagione, è il più indicato per giocare e quindi si lavorerebbe di più. Siamo pronti a rimetterci al lavoro come sempre fatto - conclude - rispettando tutte le norme igienico sanitarie, se solo le istituzioni si ricordassero di quanta gente lavora nello sport e ci dessero indicazioni al riguardo”.

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