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Coronavirus, commercio in ginocchio. Pressing sulla zona a traffico limitato

I commercianti del centro chiedono la riapertura immediata della ztl per risollevare il settore che rischia di affondare. Appello alle istituzioni: serve liquidità

Riaprire subito la ztl. Questa è la richiesta pressante dei commercianti del centro storico. Accanto all’emergenza sanitaria, il Coronavirus porta con sé anche l’emergenza economica che da qui alle prossime settimane, se non si dovesse allentare il lockdown, rischia di mietere vittime e di impoverire il territorio. I commercianti chiedono chiarezza e soprattutto aiuti concreti, sgravi fiscali e incentivi a tutto tondo.

L’associazione Terni Al Centro conta circa trecento commercianti. Il presidente Gianluca Munzi non perde tempo: subito apertura della zona a traffico limitato poi, superata la fase più critica, si potrà riparlare di fasce orarie. “L’obiettivo è far girare meno persone a piedi, come prevedono le norme di sicurezza – spiega – è quindi importante poter arrivare il più vicino possibile ai negozi. L’esempio di città italiane ben più grandi come Roma, ma anche metropoli europee tra cui Parigi e Londra, è sotto gli occhi di tutti. Hanno aperto le loro ztl, certo non è la panacea di tutti i mali, ma ora non vediamo altri rimedi”.

E poi l’appello-proposta: “In un momento in cui il Comune di Terni è legalmente costretto, per via del dissesto, a non diminuire le tasse, si faccia portavoce col Governo per venire incontro ai commercianti sollevandoli dai balzelli del 2020”.

La linea di Munzi è stata sempre chiara: “O si rema tutti dalla stessa parte o si affonda”, evidente la frecciatina alle associazioni di categoria: “Mi auguro – puntualizza - che a maggio si possa riprendere un dialogo sereno, uscendo da sterili liti da condominio”. Evitare, dunque che la crisi ante Covid sfoci in collasso finale.

È quanto rimarca anche, Stefano Amici, titolare di Pazzaglia: “Conviene fare spese per barriere plexiglass, disinfettanti, mascherine, vettovaglie monouso per incassare, a fine giornata, solo pochi euro? Sono in molti a Terni a farsi questa domanda. Io già ho perso molto a Pasqua non potendo vendere le nostre colombe perché pasticceria, a differenza dei forni. Ho pressato molto Confartigianato senza esito. Chiedo a Comune e Regione senso di responsabilità, a cominciare dall’erogazione immediata di liquidità”.

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