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Coronavirus, cosa accadrà dal 7 gennaio? Ecco quali sono gli orientamenti del governo

Ci sono due giorni delle prossime settimane che rappresentano il punto di osservazione sull'andamento della curva epidemiologica. Ecco cosa potrebbe accadere

Il mese di gennaio 2021 sarà la "cartina tornasole" delle politiche restrittive, ed eventuali infrazioni, messe in atto durante le feste natalizie. Il primo monitoraggio dell'andamento complessivo della curva epidemiologica, avverà il 5 gennaio e stabilirà quali regioni potranno risalire in "zona gialla" e quelle che, invece, saranno costrette a retrocedere in "zona rossa".

15 gennaio, invece, scade il Dpcm che imponeva numerose limitazioni, come la chiusura dopo le 18.00 di bar e ristoranti. Tuttavia, i dati nazionali non sono confortanti. Come riportato dal Corriere.it, l’indice Rpt che calcola i nuovi contagiati rispetto al numero di tamponi effettuati, continua ad essere oltre il 10%. Nella giornata del primo gennaio si è saliti addirittura oltre il 14%. 

Riapertura della scuola dal 7 gennaio

Come confermato dalla ministra Azzolina, il 7 gennaio riaprirà la scuola in presenza anche al liceo (sia pur al 50 per cento). Per chi è in zona gialla, gli spostamenti torneranno liberi. Osservate speciali sono naturalmente le sei regioni dove i contagi sono di nuovo in crescita e per cui bisognerà monitorare la tenuta delle strutture sanitarie.

Ancora coprifuoco

Verrà confermato senza condizioni dopo il 15 gennaio, il "coprifuoco" dalle 22 alle 5 e l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso, oltre al distanziamento di almeno un metro. Sempre in vigore il divieto di assembramento e la facoltà per i sindaci di chiudere strade e piazze delle città in modo da impedire gli affollamenti.

I negozi

Dal 7 gennaio riapriranno i negozi e si torna all’orario di chiusura tra le 19,30 e le 20. Non è invece prevista al momento la riapertura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi.

Bar e ristoranti

Dal 7 gennaio riaprono i bar e i ristoranti fino alle 18.00. Resterà l’obbligo di sedere al massimo in quattro al tavolo e di indossare la mascherina quando non si sta seduti. Dopo le 18.00 e fino alle 22.00 sarà consentito l’asporto, ma resta vietato consumare cibo e bevande nelle adiacenze. Sempre consentita la consegna a domicilio. Il fronte più rigorista del governo è orientato a non consentire la riapertura la sera, ma - come riportato dal Corriere.it -  la Fipe (la federazione pubblici esercenti) è già sul piede di guerra, pronta alla mobilitazione «per tutelare un settore che è ormai in una crisi economica senza precedenti».

Trasporti pubblici

La capienza sui trasporti pubblici (bus e metropolitane) rimane fissata al 50 per cento e non è in previsione l'aumento dei posti a disposizione dopo il 15 gennaio. Anche perché, nel momento in cui si decide di riaprire scuole, uffici e negozi, si punta a non incentivare l’affollamento dei mezzi.

Sci e sport di contatto

Ancora fermi gli sport di contatto e ancora chiusi gli impianti sciistici. La riapertura delle piste in programa per il 7 gennaio è stata rinviata dopo il parere del Comitato tecnico scientifico, che ha chiesto alle regioni di rivedere le linee guida.

Palestre e piscine

È in corso una valutazione del ministero dello Sport e del Cts per la riapertura di palestre e piscine dopo il 15 gennaio, con disposizioni che garantiscano solo le lezioni individuali.

Cinema e teatri

AAA, cercasi soluzioni per lo spettacolo da adottare dopo il 15 gennaio, ma sembra difficile che si possa già da quella data prevedere la riapertura. L’unico settore che potrebbe ottenere il via libera è quello dei musei e delle mostre, sia pur con ingressi contingentati.

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