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foto di repertorio

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Coronavirus, dalla responsabilità all’inciviltà. Guanti gettati ovunque: ecco come si presenta la città di Terni

In alcuni quartieri semiperiferici se ne contano decine e decine, soprattutto vicino ai centri commerciali. La fase due e le ipotesi per lo smistamento

C’è una città responsabile capace di sapere ottemperare alle normative anti contagio e rispettarle fedelmente. Evidentemente e contestualmente purtroppo c’è una parte di Terni dove l’inciviltà predomina sul senso civico e si costata lungo le vie delle zone semiperiferiche. In alcuni quartieri, soprattutto vicino agli esercizi commerciali, la situazione è davvero critica. Si contano decine e decine (per non scrivere centinaia) di guanti lasciati all’incuria per terra, senza pensare minimamente all’importanza di doverli smaltire. Se ne vedono di diverse tipologie: da quelli monouso per scegliere la frutta e verdura fino ai più comuni in lattice di colore giallo ocra e celesti.

Particolarmente raccapricciante la situazione, in alcune vie, notoriamente trafficate per fare delle passeggiate ed avvicinarsi al centro cittadino dove, fortunatamente, c’è stata una maggiore attenzione. Senza dimenticare la mancanza di rispetto nei confronti degli addetti alle pulizie i quali, quotidianamente, sono chiamati a svolgere un’attività propedeutica al mantenimento del decoro urbano in tutta la città. In questo caso un po' di collaborazione da parte dei cittadini non guasterebbe anche perché raccoglierli potrebbe comportare un potenziale rischio di contagio. 

Necessari centri appositi di smaltimento

Siamo ormai consapevoli che anche nelle prossime settimane, per non dire mesi, dovremo convivere quotidianamente con l’utilizzo di guanti e mascherine. All’interno della nostra guida sono inserite tutte le procedure necessarie per poter smaltire i dispositivi di prevenzione individuale. Riportandone una parte ricordiamo come: “fazzoletti o simili, mascherine e guanti eventualmente utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati. Per gettarli però dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti da inserire l’uno dentro l’altro.

I sacchetti vanno poi chiusi adeguatamente, utilizzando guanti monouso, senza comprimerli, utilizzando legacci o nastro adesivo vanno poi smaltiti nell’indifferenziata con le procedure già utilizzate al momento (bidone apposito esterno al locale)”. Il problema si porrà soprattutto con la cosiddetta fase due ovvero quando la gente tornerà a circolare. A quel punto sarà necessario apporre dei centri appositi di smaltimento da computare a quelli già esistenti? Tutto dipenderà da come le persone reagiranno e soprattutto i contestuali comportamenti da attuare. Immaginare, ad esempio, dei cestini o dei bidoni appositi piazzati a parte, magari vicino ai centri commerciali, potrebbe essere un’ipotesi non del tutto peregrina.


 

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