Coronavirus e Terni, Brizi: “La richiesta di beni di primissima necessità ed il controllo sociale di vicinato”

Il capogruppo della Lega: “Dovremo rispettare una serie di regole che comporteranno uno stile di vita diverso”

foto euromedia

Chiusura, ripartenza e focus sulle criticità evidenziatesi in questa fase. La redazione di www.ternitoday.it ha interpellato i singoli capigruppo del consiglio comunale di Terni per fare il punto della situazione in città. Una visione personale, superando anche gli schemi partitici, e rivolta essenzialmente al tessuto cittadino. Il consigliere riveste una funzione di rappresentante e ha la possibilità di poter tastare con mano propria cosa accade all’interno della città, raccogliendo le testimonianze ed esigenze di singoli cittadini. In questa intervista spazio a Federico Brizi della Lega.

  • La situazione in città

“Un momento unico mai vissuto in precedenza ossia stare a casa, isolandosi dai propri affetti. Unica cosa positiva l’importanza dei mezzi informarci a disposizione. Una magra consolazione che ha comunque consentito di ricavarne un momento di conforto attraverso le videochiamate. E’ proprio in questi casi che si apprezza la tecnologia ed il suo avanzamento. A livello di economia locale la preoccupazione è forte non solo per le grandi aziende. Come è noto, ad esempio, le vertenze già sussistevano a prescindere dalla pandemia. I timori arrivano dalle piccole attività commerciali anche perché le misure del Governo non hanno dato i loro frutti. Occorreva una grande liquidità per sostenere l’economia e in consumi. Quando torneremo a regime completo, di funzionamento della città, ci saranno varie problematiche sulle quali confrontarsi.

Inoltre con quale spirito si andrà ad acquistare con il pensiero di una eventuale e malaugurata seconda ondata del virus? Il rischio è che la malattia non sarà debellata completamente. Dovremo rispettare una serie di regole che comporteranno uno stile di vita diverso. Sarà difficile abituarci nonostante la città abbia risposto piuttosto bene nel rispettare le direttive in auge. Abituarci a determinare regole che non invogliano i consumi, le quali inficeranno sull’economia, soprattutto sulle piccole attività commerciali e artigianali. Dovremo cogliere il tutto come un’opportunità. I ternani sono lamentosi ma altrettanto ingegnosi. Sanno rimboccarsi le maniche e da questa difficile situazione occorrerà prenderne spunto. Ad esempio i dispositivi di protezione individuale che arrivano dall’estero si potrebbero produrre direttamente anche sul territorio”

  • Segnalazioni particolari arrivate da parte dei cittadini

“Due le tipologie che ho prevalentemente ricevuto. La prima riguarda la richiesta di beni di primissima necessità. Faccio riferimento al pacco alimentare o al sussidio, con richieste anche indirette. La seconda invece fa riferimento al controllo sociale di vicinato. “Mandate qualcuno a monitorare per verificare cosa sta accadendo”. 

  • Momento più delicato e quello che ha dato speranza

“Il momento più brutto post conferenza stampa del premier Conte dove il premier comunicava la necessità di restare a casa. Ora che succede? Una vera e propria incognita. Una situazione mai verificatasi fin qui.  Le immagini dei camion che trasportavano le persone decedute ha provocato in tutti noi grande tristezza. Il pensiero era inevitabile: se succede lassù può accadere anche qui. Un contesto di incertezza più totale per assenza di chiarezza e mancanza di presidi come le mascherine.

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“Un pizzico di fiducia sicuramente è tornata quando ci siamo resi conto, a mano a mano, che la situazione in Umbria era relativamente tranquilla con pochi casi. La sensazione che prima o poi sarebbe finita l’emergenza. Mi aspettavo una ripartenza graduale con maggior sprint” riferendosi alla conferenza stampa di domenica: “Invece constato un freno a mano tirato e tante incertezze. Sarebbe stato meglio magari intervenire un giorno dopo ma con una comunicazione più efficace e chiara. La quotidianità è già contornata da una serie di regole da rispettare. La mancanza di chiarezza aggrava il peso su quello che si può e cosa non si può fare”.

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