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Coronavirus e Terni, la ricetta per risollevare la movida dalla crisi. Le ipotesi al vaglio dell'amministrazione comunale

Gli assessori al Commercio Fatale e alla Mobilità Bordoni stanno studiando la formula più adatta per venire incontro alle esigenze dei commercianti, sgravi fiscali e possibile revisione della ztl

Raddoppio del suolo da occupare allo stesso prezzo, dilazione delle tariffe sui servizi e rifiuti, riduzione della pressione fiscale, aperture più lunghe e orario meno breve per la musica.

Sono alcune delle ipotesi al vaglio dell’amministrazione comunale, una prima possibile risposta alle forti preoccupazioni del settore commercio e ristorazione per arginare il drammatico scenario da crisi economica dettato dal Covid 19.

Si tratta di ‘ipotesi’ in vista  della ‘fase 2’, tengono a precisare i due assessori competenti, Stefano Fatale al Commercio e Leonardo Bordoni alla Mobilità, anche perché a tenere l’ago della bilancia in mano è il Governo: “Stiamo lavorando insieme alla Regione – precisa Fatale – per sgravi e rimedi nell’ambito delle norme da seguire. Ricordo che siamo un Comune in dissesto, per questo motivo il sindaco Latini ha scritto una lettera a Conte, proprio per non essere trattati come gli altri Comuni che hanno casse più floride e, dunque, per permetterci movimenti più liberi”.

Ipotesi che però potrebbero essere fattibili, soprattutto quella relativa all’occupazione del suolo pubblico: “Si sta studiando la possibilità di autorizzare la sistemazione dei tavoli esterni su un’area più ampia – spiega Fatale - in modo da poter posizionare più clienti senza però aumentare la tassa in questione. Per chi non ha spazio sufficiente, si potrebbe chiudere al traffico la via su cui insiste l’attività in particolari fasce orarie, ad esempio nel fine settimana”. L’idea di Fatale è di un ‘sistema di città’ che possa aprire un’ora prima e chiudere un’ora dopo per ampliare il servizio.

Più complessa la situazione sul fronte ztl, su cu si esprime un cauto Bordoni: “Metteremo in campo ogni azione per contemperare le istanze dei commercianti del centro con le esigenze dei cittadini. Saranno azioni integrate – aggiunge - che ovviamente potranno riguardare anche la ztl e in generale la mobilità del centro. La tutela del nostro tessuto economico è una priorità, come abbiamo dimostrato autorizzando gli ingressi in ztl a tutte le attività economiche per il delivery, ovvero le consegne a domicilio. E' chiaro però – sottolinea - che ogni azione, alla quale già stiamo pensando, dovrà tenere conto di quelle che saranno le indicazioni nazionali e regionali per la fase 2, che, va chiarito, non è il ritorno al mondo di prima, ma una riapertura graduale e condizionata. Soprattutto – conclude - verrà sempre tenuto in considerazione prioritaria la tutela della salute dei cittadini”.

Di fatto i commercianti stessi sono divisi sull’apertura della ztl, come era emerso in maniera evidente durante le audizioni delle varie associazioni di categoria in sede di commissione consiliare. Il blocco imposto dal Covid 19 non ha però interrotto il lavoro degli uffici comunali che stanno progettando l’avvio della fase 2.

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