Coronavirus, Federico Gori (Montecchio): “La paura dopo il decesso del primo caso e l’applicazione delle norme”

Il comune ai confini con il Lazio è tornato a zero casi dopo le guarigioni dei due pazienti: “I cittadini hanno applicato in maniera rigida tutte le norme, non dobbiamo abbassare la guardia, ci vuole pochissimo per far ripartire la scintilla”

foto di repertorio

“Siamo tornati a zero casi. I pazienti sono stati svincolati da me con apposita ordinanza. Entrambi i tamponi sono risultati negativi”. Un pizzico di serenità dopo i comprensibili timori diffusi tra la piccola comunità di Montecchio. Il comune, ai confini con il Lazio, ha da poco salutato con soddisfazione il ritorno ai contagi zero. Purtroppo però, il primo e precedente dei casi positivi, è coinciso con il decesso di una donna, residente nella frazione di Melezzole. Impegno, disponibilità ed un pizzico di coraggio nell’affrontare una situazione nuova, mai verificatasi fin qui. Sono gli aspetti preponderanti che caratterizzano l’attività di ogni sindaco nel nostro territorio.

Tra questi c’è Federico Gori che analizza la situazione a Montecchio: “I cittadini hanno applicato in maniera rigida tutte le norme, non dobbiamo abbassare la guardia, ci vuole pochissimo per far ripartire la scintilla. Purtroppo il primo caso di contagio è combaciato con il decesso. E’ comprensibile che sia salita la paura, una paura tramutata in domande, domande che poi sono state – a loro volta – tramutate in risposte da parte mia. A tal proposito ho utilizzato i canali social per comodità. Al web abbiamo aggiunto una comunicazione cartacea oltre il sito istituzionale. Siamo una comunità piccola, ci conosciamo tutti. C’è molta attenzione nel passaparola ed un contatto molto diretto. Siamo sempre a disposizione – afferma Gori - per dare tutte le risposte necessarie ai cittadini, anche attraverso l’utilizzo dei numeri telefonici del sindaco e degli assessori.”

“L’impegno è totale, quotidiano. La Protezione Civile sta svolgendo un’attività continua: dall’assistenza alla tutela della popolazione sotto tutti i fronti. Le associazioni contribuiscono in modo impeccabile anche dal punto di vista della fornitura dei dispositivi di protezione individuale (mascherine ad esempio). Si sono riunite altre tre associazioni per poter vedere come poter contribuire. Noi amministratori siamo attenti a vedere cosa occorre ai singoli, le esigenze aumentano e la necessità di tornare a svolgere qualche attività è palese. Ci troviamo però in una situazione particolare – sottolinea  - non siamo nelle condizioni di tornare a come era prima.

La questione principe, dalle nostre parti, è legata alla campagna. Molti cittadini sono vincolati alle stagionalità delle proprie attività ed ora si trovano in difficoltà. Sono molto soddisfatto di come si sono comportati. Non mi posso lamentare anche se qualcuno più indisciplinato c’è stato. Devo inoltre ringraziare il comando ai carabinieri, la polizia municipale e forestale: hanno perlustrato e controllato il territorio in modo certosino. 

Rapporto con gli altri sindaci: “Ci siamo sentiti per zone sociali, coordinati così. Impossibile avere una linea comune per questioni anche e prettamente logistiche. C’è stata una pressione di alcuni municipi limitrofi, dettata dalle loro particolari necessità, non per questo è mancata la solidarietà”.

Il primo cittadino spiega la bontà di una significativa iniziativa: “Una nostra concittadina che lavora ad Orvieto mi ha contattato per mettere a disposizione delle mascherine. Dal negozio ci hanno inviato del materiale ed un tutorial per poterle far preparare autonomamente dalle nostre sarte le quali si sono subito adoperate. Una volta estesa la comunicazione abbiamo coinvolto anche i comuni limitrofi come Baschi, Castiglion in Teverina, senza guardare i confini territoriali, Castel Viscardo”. E tutto ciò fa sempre la differenza.

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