Coronavirus: ottanta ternani in isolamento fiduciario. Via libera per chi non è partito del nucleo familiare

Giovani calciatori ternani rientrano da Bergamo, non potranno uscire di casa. Adottata la procedura in tal senso

foto di repertorio

Doveva essere una piacevole esperienza sportiva tra giovani, e invece una società ternana sta facendo i conti con i protocolli legati al coronavirus. Nè i bambini né i famigliari possono uscire di casa, in attesa di nuove direttive della USLUmbria2 di Terni.

Sgomberiamo il campo da inutili allarmismi. C’è infatti da sottolineare che sabato mattina, nella zona del bergamasco, non sussisteva alcun presupposto di criticità legata al Coronavirus. Inoltre la decisione dettata dall’unità sanitaria è a scopo prettamente cautelativo e precauzionale, in attesa di ulteriori disposizioni.

I giovani calciatori dovevano disputare delle amichevoli poi saltate in virtù delle decisioni straordinarie adottate – anche in tutta la regione Lombardia - in questa fase. Le formazioni sono rientrate ieri insieme alle famiglie e per loro scattate tali procedure.

I genitori sono stati informati – come riportato in un messaggio WhatsApp - di non uscire di casa fino al momento in cui non riceveranno informazioni precise rispetto alle procedure da mettere in campo e che, ovviamente, saranno definite dal dipartimento Igiene e Sanità di Terni.

E' stata attivata una procedura di 'isolamento fiduciario' nei confronti degli ottanta genitori e piccoli che si sono recati a Zingonia, nel corso del week end appena trascorso. E' questa la novità che emerge in questi ultimi minuti. Sarebbe stata adottata dalla regione Umbria per monitorare le persone provenienti dal nord Italia. L'isolamento durerà fino a quando non saranno completate le indagini epidemiologiche.

Un aspetto che non è stato sottolineato e merita di essere approfondito. La società infatti ha deciso, in modo autonomo e responsabile, di avvisare l’Usl nel corso della giornata di ieri mentre si stava ritornando verso Terni. Capire in che modo si potesse procedere onde evitare di generare panico ed allarmismi. C’è stata la prima richiesta di sostare nelle proprie abitazioni successivamente ribadita, nel corso della mattinata odierna, a scopo prettamente precauzionale. Una sorta di quarantena volontaria in attesa di capire come si evolverà la situazione.

Aggiornamento delle 21:30 L'USL ha disposto che chi è andato a Zingonia resti a casa fino a domenica 1 marzo incluso. Pertanto gli altri componenti del nucleo familiare rimasti a casa, possono liberamente tornare alle attività quotidiane dalla giornata di domani.

Thomas De Luca del Movimento cinque stelle: “Storie di ordinaria disorganizzazione”

"Oltre 85 persone e le loro famiglie a Terni in balia della disorganizzazione dell'assessore regionale alla Sanità – E’ quanto afferma in una nota il consigliere regionale del Movimento cinque stelle Thomas De Luca - Stiamo parlando di cittadini ternani, bambini con le loro famiglie che solo per pochi minuti hanno transitato nella città di Bergamo dove avrebbero dovuto disputare delle partite di calcio giovanile che poi non si sono svolte per via dei protocolli di sicurezza in vigore nella regione Lombardia. Per questo una volta arrivati e appresa la disposizione e l'annullamento delle gare se ne sono tornati a Terni.
Ma al loro ritorno in Umbria è successo l'inverosimile. Da quanto trapela anche da notizie uscite sulla stampa locale, un loro rappresentante sarebbe stato contattato telefonicamente dalla direzione usl 2 e caldamente sollecitato di comunicare a tutti i passeggeri del pullman di restarsene nelle loro abitazioni in quarantena.

In tutto questo nessuna comunicazione ufficiale, nessun provvedimento ufficiale, tutto è circolato tramite messaggi whatsapp e poi articoli di stampa che hanno lasciato i malcapitati nel totale disorientamento, completamente abbandonati a loro stessi.
Al momento in cui scriviamo non si sarebbe neanche proceduto ad  accertare i nomi delle persone presenti sui pullman.
Provvedimenti del tutto improvvisati quindi, senza alcuna strategia in un momento in cui la fermezza e i tempi di risposta delle istituzioni dovrebbero essere celeri e certi.

Quali sono i criteri di tutela e contenimento verso chi viene dalle aree a rischio? L'assessore Coletto che ieri era a volantinare ai gazebo della Lega in Veneto e dopo aver soggiornato nelle aree a rischio, dovrebbero essere loro stessi messi in quarantena? – si domanda il consigliere -Quali sono i criteri e i protocolli di sicurezza che sta attuando la Regione Umbria? 

In tutto questo stiamo continuando a ricevere segnalazioni dal personale sanitario sulla condizione di assoluta precarietà in cui si trovano ad operare, dovuta soprattutto alla mancanza di strumenti e di adeguata formazione per affrontare la delicata emergenza.
Ci chiediamo se sia possibile lasciare allo sbando in questo modo centinaia di persone e di riflesso un'intera regione che si interroga sul reale pericolo e sulle reali precauzioni da prendere circa la diffusione del coronavirus.

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Dov'è l'assessore? – chiosa De Luca - Dov'è chi dovrebbe guidare questa regione in un momento così delicato? Lo chiederemo con una interrogazione che stiamo depositando in queste ore".

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