Coronavirus: “Limitazioni eccessive e spesso ingiustificate in Umbria”. Pressing per far ripartire il settore l’alimentare

Il pensiero di Confartigianato Imprese Umbria: “Sette regioni hanno attuato l’ordinanza per la vendita da asporto. Anticipare si può”

foto di repertorio

“Paradossale e deleterio per l’economia regionale il fatto che l’Umbria, la regione con la minore incidenza del contagio, sia del tutto indifferente e in atteggiamento passivo di fronte alle iniziative praticamente di tutte le regioni del nord e del centro che stanno cercando una strada autonoma per rispondere alle esigenze economiche di riapertura in piena sicurezza delle attività”. E’ il pensiero di Confartigianato sulla situazione contingente post conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“I danni che ogni ora si producono alla rete delle imprese umbre sono impressionanti e stanno ponendo una ipoteca sul nostro futuro. Occorrono interventi e certezze per anticipare le riaperture di tutte le attività umbre in sicurezza. Invece non otteniamo risposte nemmeno sulle questioni più semplici”.

Nei giorni scorsi il presidente Mauro Franceschini aveva inviato una lettera alla presidente Tesei ed all’assessore Fioroni richiedendo di intervenire mediante un’ordinanza: “Per riattivare da subito, quindi prima del previsto 4 maggio l'attività di vendita per asporto da parte di bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie. Sono già in vigore in Toscana, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, tutte regioni che hanno una incidenza del contagio superiore rispetto all’Umbria.

Tale possibilità – sostengono da Confartigianato- nella piena sicurezza sanitaria garantita da alcuni semplici accorgimenti consentirebbe un riavvio immediato di almeno una parte dell'attività economica delle imprese del settore alimentare.
Anticipare di una settimana la vendita per asporto è perfettamente possibile considerato che sette regioni hanno già proceduto in tal senso. In Umbria significherebbe evitare una parte degli ingentissimi danni giornalieri che si verificano a discapito dei settori economici sopra indicati.

Gli imprenditori dell’Umbria stanno soffrendo la permanenza di limitazioni eccessive e spesso non giustificate dalla situazione epidemiologica all’attività d’impresa: è possibile limitare i danni a queste imprese con un semplice atto amministrativo immediato.

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Tutti i settori dell’economia – concludono - hanno diritto alla possibilità di riprendere anticipatamente l’attività, per la minore incidenza del contagio: c’è bisogno di provvedimenti efficaci e coraggiosi, riteniamo che sarebbe inammissibile far passare del tempo invano per esitazioni o indecisioni del tutto ingiustificate".

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