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Coronavirus, medici ternani: “Minacce e intimidazioni ricevute. Forzando la mano viene meno il rapporto di fiducia con il paziente”

Iniziativa presso l’Ordine dei medici: “Arrivano delle pec per richiedere l’ostensione al vaccino. Da circa un mese la situazione è peggiorata. Non ci facciamo intimidire da nessuno”

Minacce, ingiurie, criticità sempre più evidenti e letteralmente aumentate, in prossimità degli obblighi previsti. I medici di medicina generale sono scesi in campo, attraverso una conferenza stampa convocata presso l’Ordine provinciale, facendo sentire la propria voce. 

A fornire un primo inquadramento la segretaria provinciale di Fimmg Simonetta Centurione: “La situazione è avvilente. Tutto questo battage mediatico, nei confronti del nostro operato, è sempre più difficile da sostenere. La pandemia è stata in gran parte sulle nostre spalle” ha ricordato Centurione. “Sono stati i pazienti a scegliere il medico di medicina generale. Poiché si tratta di scelta fiduciaria nel momento in cui riceviamo delle pec intimidatorie, questo rapporto viene meno. Siamo qui a spiegare i compiti assolti ed a esprimere il rammarico provato. Il nostro operato non verrà inficiato da alcuna intimidazione. Seguiamo il codice deontologico. Agiamo secondo quanto riteniamo opportuno. Nel momento in cui – ha aggiunto la segretaria – viene meno il rapporto fiduciario abbiamo diritto alla ricusazione. Alcuni pazienti ci chiedono delle ostensioni al vaccino. Inoltre degli esami strumentali che, a loro avviso, gli spetterebbero. Non è così. Si tratta di mera e pura strategia”.

Ulteriore questione sul piatto: “Nelle scorse settimane soprattutto, tantissime persone si sono sottoposti ai cosiddetti tamponi ‘fai da te’ che non sono tracciabili. A quel punto occorreva un test molecolare di verifica ma, poiché la richiesta era enorme, la prenotazione slittava anche di 10-15 giorni al drive in. Diversi soggetti pretendevano di essere registrati come positivi. Un qualcosa che va contro la legge.”

A seguire l’intervento di Antonio Votino: “Le controindicazioni per i vaccini sono ben indicate. Pertanto non occorre l’indagine tramite esame strumentale. Gli ambienti per affrontare dei dubbi che riguardano la vaccinazione sono i nostri laboratori. Non ci siamo mai tirati indietro, rimanendo sempre aperti al confronto, anche in fasi critiche come quelle della pandemia. Di sicuro forzando la mando con il medico viene meno il rapporto di fiducia (il riferimento è all’invio delle pec ndr).

Ad intervenire il vice segretario dell’Ordine dei medici Giacomo Giovannelli: “Abbiamo tenuto fede agli impegni nel corso della pandemia, anche durante le festività. Con la legge 172 del 26 novembre 2021, poi convertita, il Ministero ha demandato agli ordini professionali di vigilare sullo stato vaccinale dei propri iscritti. Siamo meri esecutori della legge e dobbiamo pertanto verificare”.

Disponibilità massima da parte dei medici, come ha confermato Francesca Pagnanini: “Il Covid ha sovvertito la nostra attività. Ci siamo trovati in prima linea, perché i pazienti hanno avuto solo noi come primo punto di appoggio. Siamo stati tutti pronti e disponibili a sostenerli. Abbiamo telefoni che squillano a tutte le ore del giorno, dando risposte continuative. Tutto oltre all’attività ordinaria”. La tensione però si avverte anche negli ambulatori: “Riceviamo continue minacce” ha dichiarato Anna Maria Leonelli. “C’è la presunzione di avere una conoscenza superiore, rispetto all’intera classe dei professionisti del settore”.  

Al momento si calcolano una ventina di medici sospesi, gran parte non più in attività. Infine è stato sottolineato come le pec inviate, anche da avvocati, riguardano prevalentemente over 50 e soggetti appartenenti a categorie obbligate alla vaccinazione.

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