Coronavirus, rimasti fermi a due mesi indietro: come il Covid ha cambiato Terni e le sue abitudini

Dal primo paziente positivo all’annuncio di zero nuovi contagi in tutta la regione. Mentre si prospetta la fase due c’è un presente sul quale confrontarci

foto di repertorio

Un viaggio sospesi nel tempo, fino ad arrivare alla fermata dello zero contagi di ieri. Sono trascorsi quasi due mesi dall’annuncio del primo caso di positività al Coronavirus, a Terni e provincia. La città ferma, immobile, pare quasi rimasta ad inizio marzo quando - piano piano - si è letteralmente quanto progressivamente svuotata. Basta guardare i cartelloni pubblicitari, per capirlo, affissi in giro. Un magone che pervade tutto il corpo e accresce questo senso di impotenza, nel vedere così triste e silenzioso il centro cittadino.

Come il Covid ha cambiato Terni

Sono molteplici, mutevoli, innumerevoli gli stati d’animo susseguitisi in queste settimane. C’è stata la prima comprensibile fase dello smarrimento. Stava arrivando qualcosa di nuovo, imponderabile, incontrollabile. Con le prime restrizioni è salito un senso di frustrazione ed incoscienza mai provato. E’ iniziata anche la caccia all’untore, il timore di essere stati contagiati, la richiesta di conoscere le generalità ed i connotati dei primi contagiati perché così si poteva cercare di combattere il nemico invisibile. Fortunatamente è durata davvero poco.

Successivamente, mentre arrivavano i primi drammatici numeri dal Nord, il passaggio al senso di unità nazionale. Bandiere fuori dai balconi, inni, canzoni, flash mob sotto l’egida dell’andrà tutto bene e distanti ma uniti. E qui, fortunatamente, è salita la fase della consapevolezza. Quella che, al momento, soprattutto in città ed in gran parte del territorio ha evitato la diffusione del contagio. Una consapevolezza, in alcuni casi un po' accentuata e accelerata (alcuni sceriffi sui social ndr) resa peraltro comprensibile nell’affrontare l’imponderabile.

Ci abbiamo convissuto con questa nuova situazione, facendo (quasi) tutti la nostra parte, restando a casa, mostrando un grande senso di responsabilità. I numeri bassissimi, degli ultimi giorni, sono la prova inconfutabile del comportamento irreprensibile della stragrande maggioranza dei ternani. Ma ora? Ora che torneremo progressivamente alla quotidianità, seppur con dei distinguo piuttosto ovvi. Ora che avremo paura di incontrare chi è senza mascherina e magari avvertiremo la necessità di evitarlo. Ora che ci sarà una fiducia tutta da ricostruire, soprattutto nel prossimo.

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Ora che non dobbiamo e dovremo disperdere quanto di buono fatto fin qui. Senza neppure accorgercene il Covid ha cambiato, non solo le nostre abitudini, ma mutato quelle di un’intera città. Sarà importante conservare questo senso civico diffuso sul quale costruire un nuovo approccio: distanziamento sociale, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e igiene le armi a disposizione. Riprendiamoci con intelligenza lo spazio ed il tempo perduto, c’è un presente sul quale confrontarci ed una stella cometa ad illuminarci la via.

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