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Coronavirus, sospetta presenza della variante brasiliana in Umbria. Allertata la direzione regionale della sanità

La variante brasiliana rappresenta una mutazione ritenuta particolarmente aggressiva del virus Sars-Cov-2 e meno riconoscibile dal sistema immunitario addestrato a riconoscere le versioni del virus non mutate

L’Istituto Superiore di Sanità ha comunicato alla Direzione Regionale Salute e Welfare dell’Umbria la sospetta presenza di una variante brasiliana (o similare) in due campioni, prelevati da altrettanti pazienti umbri, inviati a Roma per effettuare specifici approfondimenti. La variante brasiliana rappresenta una mutazione ritenuta particolarmente aggressiva del virus Sars-Cov-2 e meno riconoscibile dal sistema immunitario addestrato a riconoscere le versioni del virus non mutate.

I due campioni, che erano stati selezionati nei giorni scorsi per le caratteristiche cliniche e di laboratorio che presentavano, sono stati inviati dalla Microbiologia dell’Ospedale di Perugia all’Iss, con richiesta di massima urgenza del Direttore Regionale Claudio Dario al Presidente dello stesso istituto Silvio Brusaferro.

I pazienti in cui è stata riscontrata la presenza sospetta della variante brasiliana sono due uomini del Perugino, uno di 80 e l’altro di 78 anni. Entrambi sono stati ricoverati nell’ospedale del capoluogo umbro, il più anziano è deceduto.

In base a quanto appurato, non ci sarebbero stati né viaggi né contatti con persone provenienti dall’estero da parte dei due contagiati. Per questo è in atto una attenta ricostruzione dei contatti per cercare di capire quale potrebbe essere la fonte del contagio.

Le attuali misure di contenimento progressivamente adottate in Umbria, già compatibili con gli interventi necessari a fronteggiare anche questa variante, saranno comunque oggetto di un’apposita riunione del Comitato Tecnico Scientifico per una completa e ampia valutazione.

Al fine di approfondire la situazione epidemiologica, nella giornata di oggi verranno inviati all’Istituto Superiore di Sanità altri 42 campioni, anch’essi rispondenti a determinate peculiarità, che saranno sequenziati per la ricerca di questa o altre eventuali varianti. L’esito sarà comunicato entro il fine settimana.

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