Lotta al virus, l’Umbria fa da sola: via alla produzione di spray disinfettante

Progetto unico in Italia grazie alle donazioni della protezione civile e della Fondazione Fendi: potrà essere usato da circa seimila pazienti “fragili” e per igienizzare telefonini, chiavi, occhiali e telecomandi  

Prende vita da due mega contenitori di mille litri ciascuno di alcool isopropilico donato dalla protezione civile nazionale, il progetto della Usl Umbria 2 di produzione di migliaia di flaconi da 100-150 ml spray di soluzione alcolica al 70 per cento che può soddisfare le necessità dei 6.000 pazienti fragili del territorio regionale per la disinfezione delle mani e per la disinfezione di vari oggetti di uso comune: telefonini, chiavi, occhiali, tastiere, telecomandi.

“Un’iniziativa lodevole ed utile, ‘fatta in casa’, grazie a prodotti donati e alla grande professionalità, nonché spirito di iniziativa, dei nostri operatori dell’azienda Usl2 – ha sottolineato la presidente Donatella Tesei – Ringrazio il direttore del dipartimento per l’assistenza farmaceutica Usl 2, dottor Fausto Bartolini, per l’iniziativa, la Fondazione Carla Fendi per il contributo, gli altri donatori che hanno cooperato e tutto il personale che ha messo a disposizione le proprie competenze” .

Il progetto ha infatti visto una donazione di 8.000 euro da parte della Fondazione Carla Fendi, impegnata in prima linea nel sostegno alle attività sanitarie e ospedaliere in questa fase emergenziale, per acquisto dei flaconi spray in cui mettere il disinfettante da distribuire ai pazienti particolarmente fragili e vulnerabili, oncologici e oncoematologici, dializzati, con malattie rare e trapiantati di tutta la regione, un presidio fondamentale per la prevenzione del contagio del Covid19. I flaconi spray di soluzione alcolica saranno distribuiti insieme al gel disinfettante sempre prodotto dal laboratorio galenico della farmacia interna del presidio ospedaliero di Foligno dell’Azienda Usl Umbria 2

image001-3Il tutto ha avuto inizio con il trasporto del prezioso carico di alcool isopropilico, ceduto a titolo gratuito al “San Giovanni Battista” di Foligno grazie all’intervento della protezione civile nazionale. Il trasporto è stato eseguito da una squadra dei vigili del fuoco che ha posizionato, con grande maestria e con la massima cautela, il contenitore all’interno di un bunker antincendio della struttura ospedaliera nei pressi del laboratorio galenico centralizzato dell’azienda Usl Umbria 2.

I venti quintali di alcool isopropilico, opportunamente trattati, garantiscono una concentrazione della soluzione pari al 75% (come da indicazioni dell’Oms) che, preparata dallo staff dei farmacisti del laboratorio galenico aziendale, potrà essere distribuita ai pazienti in flaconi di 100-150 ml.

Si tratta di un progetto decisamente innovativo, unico in Italia, fortemente supportato dalla Regione Umbria e dalla direzione strategica dell’azienda Usl Umbria 2 per fronteggiare la diffusione del Covid19.

L’iniziativa si aggiunge, all’autoproduzione di un gel alcolico come da Farmacopea e già distribuito ai vari reparti di degenza, pronto soccorso dei vari presidi ospedalieri, servizio 118 e al personale sanitario dei distretti e delle Usca che si recano a domicilio per praticare il tampone per il test del Covid19 e monitorare le condizioni cliniche dei pazienti.

Viste le difficoltà che hanno un po’ tutti i Paesi di approvvigionarsi di tali prodotti, avere la possibilità di produrre in proprio e distribuire flaconi spray con soluzione alcolica al 70% e gel disinfettante per l’igiene delle mani risulta di grande utilità, se non indispensabile in questa fase emergenziale in quanto rappresentano presidi principali di prevenzione da adottare per evitare il contagio.

“Il ministero della salute - spiega Bartolini - tra le azioni di prevenzione per combattere il contagio del Covid19, raccomanda insistentemente di procedere con un accurato e continuo lavaggio delle mani nonché la disinfezione delle stesse con un disinfettante alcolico dopo aver toccato qualsiasi oggetto o superficie. Sarebbe opportuno lavarsi accuratamente le mani e poi disinfettarle. Oppure, se non si è nelle condizioni di lavarsi le mani, procedere con la disinfezione”.

L’utilizzo del gel risulta migliore della soluzione in quanto tale formulazione consente un permanenza maggiore sulla cute che non la soluzione che evapora più rapidamente e quindi ha una maggiore efficacia contro virus e batteri presenti. Discorso analogo per la produzione del disinfettante alcolico con soluzione al 70 per cento. “La soluzione alcolica in un flacone che poi la nebulizza - spiega sempre il dottor Bartolini - è indicata per la disinfezione di vari oggetti che quotidianamente manipoliamo e che rappresentano un veicolo molto pericoloso di virus e batteri. Nell’emergenza attuale, la produzione, su scala nazionale, del disinfettante gel alcolico e ancor più della soluzione alcolica presenta ormai da tempo delle enormi difficoltà, legate essenzialmente alla carenza di principi attivi e soprattutto alle difficoltà produttive (molte aziende importanti hanno i siti produttivi nel Nord Italia). Diventa quindi fondamentale avere a disposizione, peraltro gratuitamente tale quantità di materia prima, alcool e contenitori gratuiti, nonché professionisti qualificati che si sono resi disponibili a lavorare a questa iniziativa fuori orario di servizio senza percepire compenso aggiuntivo, e tecnologie in grado di trattare e produrre autonomamente tali presidi. Tutto a costo zero per il sistema sanitario regionale”.

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