Corso Tacito tra insegne spente e friggitorie, ecco come è cambiata la via principale della città

Molti negozi storici hanno chiuso per sempre l'attività, tengono banco soprattutto i franchising. La crisi economica trasforma le abitudini e i centri commerciali di certo non aiutano lo shopping in centro. Dibattito aperto sulla possibilità di aprire a fasce orarie la Ztl

E’ la via principale di Terni. Corso Tacito è il cuore della città, la via del commercio, dove i cittadini si ritrovano e fanno la passeggiata quotidiana. I tempi però cambiano, la crisi dell’economica ha trasformato antiche abitudini, spento luci, le attività di un tempo hanno abbassato per sempre la saracinesca lasciando spazio a nuove realtà che ai giorni di oggi sono il segno più lampante del cambiamento. C’è stata una riconversione del settore. Oggi corso Tacito pullula di franchising e di bazar etnici che hanno preso il posto che una volta era occupato da negozi eleganti e di qualità. I distributori automatici stanno prendendo piede in tutte le vie e corso Tacito non fa eccezione. Ma che dire di friggitorie e patatinerie che inondano con il loro olezzo gran parte della strada? I negozi storici ormai si contano sulle dita di una mano, saranno rimasti in tutto due o al massimo tre. Di pochi giorni fa anche la chiusura della profumeria Grassi dopo oltre 40 anni.

Chi ha i capelli bianchi ricorda ancora quando nella galleria del Corso non passava un fine settimana senza eventi e manifestazioni in grado di richiamare tantissime persone. Le insegne erano luminose. Oggi, con i costi e le tasse, insegne non se ne vedono più, anzi, se le vetrine restano illuminate dopo la chiusura è davvero un miracolo. La via è dunque più buia e quando l’illuminazione scarseggia viene meno anche la sicurezza. Oggi investire in un’attività in proprio vuol dire avere coraggio. Alcuni commercianti si lamentano, gli affari non sono più quelli di una volta e i grandi centri commerciali di certo non aiutano. Il dibattito sulla possibilità di apertura della Ztl, almeno a fasce orarie, continua a tenere banco: l’idea di base è che spegnendo i varchi in determinate ore, agevolando dunque la circolazione, si potrebbe offrire uno stimolo maggiore allo shopping in centro. Ma come accade spesso non tutti sono d’accordo. Il dibattito quindi è ancora tutto aperto.

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