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Terni, scende il prezzo della benzina ed infrange un’altra barriera: i distributori più convenienti in città

Il prezzo medio per litro praticato in Umbria è pari a 1.776 secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Ormai siamo davvero ai minimi storici annuali. Il prezzo della benzina è sceso a tal punto che non è comparabile con ulteriori rilevazioni, nel corso del 2023. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel corso della mattinata di oggi, martedì 12 dicembre, ha fornito un nuovo rilevamento per ogni singola regione. L’Umbria pratica un prezzo medio per litro, pari a 1.776, come erogazione self. Solo nel Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto la media è inferiore.

Andando a monitorare i costi della benzina, erogazione self, rilevati nei distributori della città è possibile accertare un elemento di novità. L’attività in via Lessini (a marchio Esso), pratica un prezzo/litro pari a 1.689. Pertanto la ‘barriera’ del 1.7 centesimi litro è stata infranta. Segue a poca distanza l’impianto in piazza Bianchini Riccardi (1.705) e sei distributori con costo/litro pari a 1,709 ossia via Venti Settembre e via Narni (Q8), via Fratelli Rosselli e Casali (Esso), via Battiti (Tamoil) e via Lessini (IS).

Perché la benzina e il diesel costano meno

Il prezzo del petrolio è ai minimi da quasi sei mesi a questa parte. Gli analisti stanno cercando di capire se il calo sia destinato a continuare ulteriormente e per quanto, anche a causa dell’effettiva adesione dei Paesi Opec+ all’accordo sui tagli alla produzione dei giorni scorsi. La scorsa settimana il ministro dell’Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha affermato che i tagli alla produzione petrolifera dell'Opec+ possono "assolutamente" continuare oltre il primo trimestre 2024, se necessario. Il mese scorso, i produttori di petrolio dell'Opec+ hanno concordato tagli volontari alla produzione per un totale di circa 2,2 milioni di barili al giorno per l'inizio del prossimo anno, e l'Arabia Saudita ha mantenuto l'attuale taglio volontario.

L'Algeria, a ruota, si è detta pronta a proseguire i suoi tagli anche oltre il 31 marzo prossimo, per “riorganizzare il mercato petrolifero internazionale sulla base dei suoi fondamentali, piuttosto che sottoporlo alle fluttuazioni irrazionali degli speculatori, responsabili di una crescente volatilità e di una significativa instabilità".

Lecito pensare dunque che il trend non al rialzo proseguirà per settimane, forse mesi. Con la diminuzione dei prezzi del petrolio quasi sempre calano anche i prezzi raccomandati di benzina e diesel. Non di moltissimo però, perché il peso della materia prima incide solo marginalmente sul costo della benzina. Poco meno di un terzo rispetto al costo totale sostenuto dagli automobilisti. Circa la metà se ne va in accise e il resto entra nelle casse dello Stato sotto forma di Iva.

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