Crisi economica a Terni, c'è il rischio dell'implosione del blocco dei licenziamenti. La denuncia della Cgil

La crisi economica morde da oltre 12 anni, soprattutto in città come Terni votate all'attività industriale. Il covid ha fatto il resto. La denuncia della Cgil sul rischio implosione del blocco licenziamenti.

Da oltre 13 anni la crisi economica sta stringendo le spire sulla società e alcuni fenomeni come la sicurezza, l'aumento della povertà e la caduta del valore della produzione hanno modificato la vita delle persone. Da queste premesse parte la denuncia della Cigil di Terni che denuncia il rigonfiarsi di una crisi che potrebbe portare all'implosione del blocco dei licenziamenti.

"L’area ternana - viene sottolineato in una nota del sindacato - non è stata risparmiata da questi eventi che ne hanno sconvolto l’apparente tranquillità, riconsegnando alla paura e all’egoismo un ruolo prioritario nei comportamenti sociali modificando fiducia e conseguentemente rappresentanza . L’Osservatorio provinciale sull’economia ternana ci restituiva una situazione nell’anno 2019 soltanto lievemente migliorata rispetto al 2018, con un incremento degli occupati, sia tra i lavoratori dipendenti sia tra gli autonomi, che interessava particolarmente i servizi del commercio e della ristorazione, settori che con la crisi epidemiologica vedranno probabilmente svanire la crescita occupazionale evidenziata".

Una crisi sanitaria che si è sommata a quella già in essere e che ha relegato oltre 16mila lavoratori del territorio provinciale nel limbo degli ammortizzatori sociali, senza contare gli atipici che hanno usufruito delle diverse indennità e interventi governativi. 

"Il timore della Cgil è che al termine del blocco dei licenziamenti si assisterà ad una implosione del sistema, che andrà ad aggiungersi alle tante annose vertenze aperte nel territorio nella filiera della siderurgia, della chimica, dell’agroalimentare e del turismo che hanno determinato, prima della pandemia, il giusto riconoscimento dell’area di crisi complessa. Per queste ragioni - conclude la nota -  la Cgil di Terni propone a tutti gli attori sociali ed istituzionali di cogliere l’occasione, attraverso un nuovo modello di relazioni, per aprire un confronto per definire un “patto per la crisi economica e finanziaria che ha investito i paesi dell’occidente dal 2007 ha prodotto rotture sul piano sociale ed industriale così profonde che non hanno riscontri negli ultimi 50 anni di storia contemporanea"

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