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foto di repertorio

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Crisi economica post Coronavirus a Terni. Lupi: “Situazione eccezionale e straordinaria. Annullare la Tari a carico delle imprese”

Il presidente di Confcommercio afferma: “Servono urgenti politiche locali dalle ricadute certe e dirette sulle attività

Un’emergenza nel post emergenza sanitaria. La crisi economica morde il freno sul sistema produttivo a livello nazionale e decentrato. Il presidente di Confcommerio Stefano Lupi, a seguito delle bollette recapitate agli utenti nel periodo intercorso tra il 1 gennaio e 30 giugno ha dichiarato: “Abbiamo chiesto, fin da subito, ai comuni di annullare la TARI a carico delle imprese.  C’è una situazione eccezionale e straordinaria, nella quale l’esercente ha chiuso l’attività per un provvedimento del Governo – riferendosi alle settimane di lockdown - Non può sostenere il costo di un servizio pubblico che non è stato erogato”.

“Vista la gravità della situazione e le difficili prospettive per le imprese commerciali e turistiche servono urgenti politiche locali dalle ricadute certe e dirette sulle attività”. E’ il pensiero di Stefano Lupi che fa riferimento alla cosiddetta fase tre di ripartenza. A tal proposito: “I comuni devono necessariamente agire anche sui tributi locali che non sono stati già sospesi dal Governo. Non si possono più trincerare, in modo liquidatorio, dietro a generici problemi di bilancio pubblico. In ballo c’è il futuro di molte piccole imprese del terziario. Conseguentemente si rischiano numerosi posti di lavoro, che nel nostro territorio preoccupano al pari delle importanti vertenze   già aperte sul versante industriale”.

Azioni coraggiose richieste

“Da tempo – evidenzia ancora Stefano Lupi - sosteniamo che per dare futuro al terziario, serve una nuova visione di sviluppo territoriale e la definizione di progetti fortemente innovativi che siano in grado di misurarsi nei nuovi scenari competitivi, creando occupazione qualificata, ma anche maggiore produttività ed incrementi nei livelli medi di reddito pro-capite. Occorre – afferma il presidente di Confcommercio - investire su un maggior protagonismo delle piccole medie imprese e del mondo della ricerca, evitando anacronistici approcci di natura localistica.

I principali indicatori economici  rilevati a livello regionale, presentati proprio in questi giorni anche nell’indagine  della  Banca  d’Italia,  confrontati con quelli del Centro Italia e  più in generale con i dati  medi nazionali,  testimoniano, in modo inequivocabile, che non si può più aspettare: per contrastare le dinamiche ormai in atto dal 2008, occorrono politiche nuove, coraggiose e soprattutto efficaci - conclude - da parte delle diverse Istituzioni  coinvolte ed un diverso  protagonismo del mondo delle imprese“.

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