Dal Cile all’Alaska in moto, una nuova grande avventura per lo chef Roberto

Un’avventura tutta da vivere per Roberto Agostini: lo chef professionista reduce da un viaggio di 30 mila chilometri sogna di attraversare la famosa Dalton road partendo dal profondo sud America

roberto agostini

Un sogno inseguito, realizzato ed un altro in procinto di esserlo. La storia del giovane cuoco narnese Roberto Agostini può essere raccontata sotto mille sfaccettature. Il pubblico del piccolo schermo lo ha conosciuto nel 2016 quando è stato selezionato alla ‘Prova del cuoco’ vincendo uno speciale concorso. Il suo è un lavoro di fatica, sacrificio, passione e cura dei particolari. Dettagli che fanno la differenza e soprattutto gli permettono di garantirsi tante soddisfazioni, quando propone le prelibatezze ai propri clienti. Dopo aver percorso il Sud America per oltre 30000 km in moto tra il 2018 e 2019 è da poco tornato a Terni. Durante il tragitto ha avuto la possibilità di confrontarsi con una coppia di Venezia ovvero Gino e Manu. Dai racconti è emersa la voglia matta di ripartire e mettere in calendario un nuovo spettacolare tour, ancora più incredibile, con partenza dal Cile ed arrivo in Alaska. 

“Ho iniziato a lavorare nello storico Tomato 4 circa 17 anni fa – esordisce Roberto - Poi mi sono trasferito al Gulliver e la Locanda Palazzina ad Orvieto. Inoltre a Roma, all’interno del Metamorfosi - che può vantare una stella Michelin – e Retrobottega. A 25 anni ho fatto il primo viaggio a Copenaghen in moto ed il giro dei Balcani, toccando nove differenti nazioni, con un gruppo di amici. Avendo letto ‘I diari della motocicletta’ e scoprendo gli ingredienti ed i sapori del Sud Amerina, grazie a Roy Caceres cuoco conosciuto nella capitale, ho deciso di realizzare questo sogno”. Facciamo un passo indietro con lo chef che ci racconta la speciale avventura ormai alle spalle: “Lo scorso aprile 2018 è avvenuta la spedizione della moto da Genova a Santiago, ci sono voluti 45 giorni. Il mio percorso è dunque iniziato in Cile attraversando Brasile, Bolivia, Argentina fino alla Patagonia ed alla Terra del fuoco, un anno esatto prima di ritornare a Terni. A Rio De Janeiro ho lavorato per cinque mesi facendo consulenze in un ristorante italiano, prendendo anche parte a qualche evento. Nello specifico presso l’Accademia di cucina, il congresso gastronomico Manka Tantay (pentola che cuoce ndr) rappresentando l’Italia – tema felicità – in lezioni di cucina mediterranea ed altre serate a Santiago all’ambasciata italiana. In questo lungo periodo ho elaborato un diario di viaggio, in particolar modo a livello social (The biker chef project) pubblicando video e foto, forse aprirò anche un canale youtube. Il motivo principale era riconducibile alla voglia di far vivere alla gente, che vedeva tutto ciò, le emozioni che stavo provando in quel momento. Sono un cuoco che ama viaggiare e conoscere l’aspetto gastronomico dei paesi visitati"

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"Risalendo dalla Patagonia mi mancavano le nazioni di Ecuador, Perù e Colombia. Durante il tragitto ho incontrato una coppia di Venezia, tra le centinaia di persone con le quali ho avuto modo di relazionarmi, ossia Gino e Manu”. La specialità di tutto ciò risiede nello stringere amicizie, avere la possibilità di essere ospitati, accolti, semplicemente segnalando la propria presenza su gruppi facebook specializzati o magari attraverso la presenza sul territorio: “Grazie ai loro racconti che si è acceso in me il sogno che voglio raggiungere a breve: parlando del Nord America ora l’idea è quella di arrivare in Alaska partendo dal Cile. Sono tornato a casa per ricaricare le pile e stare un po' con gli amici, ho lasciato la moto ad un amico e ripartirò da lì, da Santiago. Vorrei arrivare almeno in California poi si vedrà. Il grande obiettivo è quello di percorrere la famosissima Dalton road”. Nuove consapevolezze e sicurezze per Roberto: “La prima volta mi sono portato dietro qualche timore di troppo, soprattutto per quello che viene raccontato e come dipinta una realtà che poi non si dimostra tale. Il presupposto è logico: bisogna avere delle accortezze in quello che si fa.Tuttavia l’accoglienza ricevuta in tutti i posti dove sono stato, in poco tempo, mi ha permesso di cambiare completamente approccio. Ripartirò libero di testa con un altro spirito”. In che modo?: “Naturalmente è tutto totalmente a mie spese. Se ci fossero aziende del settore interessate ad una collaborazione per avere visibilità internazionale del proprio brand durante il tragitto, ne sarei lieto e possono contattarmi in ogni momento anche sui social"

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