rotate-mobile
Attualità Borgo Bovio

Mille metri quadri, quattro sale di registrazione e un auditorium. Ma è tutto abbandonato: “Salviamo la casa delle musiche”

Appello di Rifondazione comunista all’amministrazione comunale di Terni: è costata 1,5 milioni, danni stimati per 200mila euro: “La comunità musicale della nostra città merita di essere valorizzata”

La casa delle musiche di Terni è una ferita profonda e ancora aperta. E che purtroppo, con il passare delle settimane e dei mesi, si allarga e sanguina sempre di più.

A denunciare ancora una volta il “gravissimo stato di degrado” in cui la struttura “versa da anni” è stavolta Rifondazione comunista di Terni che invita “la giunta comunale ad intervenire urgentemente affinché l’edificio sia messo in sicurezza e sia recuperato come centro di produzione, sperimentazione, aggregazione, idoneo a fornire servizi legati alla musica”.

La struttura comunale si trova a Borgo Bovio, si sviluppa su una superficie di oltre mille metri quadrati, è suddivisa in tre piani, ha quattro sale di registrazione e un auditorium da cento posti. È costata 1, 5 milioni di euro ed è stata inaugurata nel 2014 dalla giunta Di Girolamo. “Secondo le previsioni – ricostruisce Rc - avrebbe dovuto ospitare corsi di formazione, concerti ed eventi musicali di ogni genere per permettere ai giovani ternani di coltivare e sviluppare l’amore per la musica, ma in realtà non è mai entrata in funzione anzi, è diventata un punto di ritrovo notturno per balordi e tossicodipendenti. Attualmente versa in una condizione di pericoloso e totale abbandono: la scala d’accesso è interamente coperta da uno strato di vegetazione, la porta di ingresso è divelta, i muri imbrattati, gli arredamenti distrutti, i controsoffitti crollati. Il danno è stato valutato intorno ai 200mila euro”.

L’auspicio del partito è che “i fondi del Pnrr possano essere utilizzati per la riedificazione dell’area polivalente e per la sua attivazione come sede di studi e spazi per corsi di musicoterapia e psicoterapia, ma anche come luogo dove tenere seminari, lezioni, sessioni di produzione, musica d’insieme, master class e realizzare servizi aggiuntivi come caffetteria, biblioteca, libreria e spazio tecnologico. L’obiettivo primario è quello di creare un centro dove si svolgano attività a sostegno della crescita culturale e sociale con azioni rivolte allo studio e alla diffusione della musica, dove le persone possano incontrarsi, comunicare, condividere le proprie passioni, allargare le proprie competenze e dove l’inclusione, la relazionalità e l’espressione creativa trovino completa realizzazione”.

“Dopo la pandemia – prosegue la nota diffusa da Rc - si è capito quanto siano fondamentali gli spazi fisici per una maggiore socialità e questa struttura potrebbe funzionare come avvio di un processo di community building da destinare ai giovani e alla loro istruzione musicale. Insomma, la creazione di questa e di simili iniziative migliorerebbe la vitalità artistica della nostra comunità, ridurrebbe la marginalizzazione sociale, aumenterebbe il benessere degli interessati e potrebbe tramutarsi in un beneficio collettivo anche dal punto di vista turistico, se fossero organizzati eventi in grado di attirare gli appassionati da altre città e altre regioni”.

“La comunità musicale della nostra città – è la conclusione del ragionamento - merita di essere valorizzata. Salviamo e restituiamo ai ternani la casa delle musiche. No alla privatizzazione degli spazi culturali”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mille metri quadri, quattro sale di registrazione e un auditorium. Ma è tutto abbandonato: “Salviamo la casa delle musiche”

TerniToday è in caricamento