Erbacce, frane, cinghiali e incuria: un “viaggio” nei mali di Collestatte e Torre Orsina

La denuncia del circolo del Partito democratico: “Antiche municipalità ancora una volta abbandonate, le esigenze dei cittadini sono scivolate in serie C”

“Su questi temi e non solo, chiediamo con insistenza un intervento celere dell’amministrazione comunale, quando necessario anche di coordinamento con gli altri livelli istituzionali preposti, per dare risposte alle necessità delle nostre comunità, che molte volte sono state relegate ad una importanza di serie B: non vorremmo che, nei piani di chi ha vinto le elezioni comunali oltre due anni fa con promesse di un cambiamento che non si intravede, le esigenze dei cittadini di Collestatte e Torre Orsina siano scivolate in serie C”.

Strada Collestatte 1-2L’elenco dei mali viene stilato dal circolo del Partito democratico di Collestatte e Torre Orsina che mette nero su bianco una serie di criticità. A partire dalle “numerose frane lungo le strade di accesso al borgo di Collestatte” che si incontrano “sia venendo dalla Valnerina sia dalla Romita, con i bordi stradali ristretti in molti punti dai sassi, rendendo così pericoloso il transito soprattutto se si incrociano i mezzi stradali più grandi”.

“Stessa situazione – rileva il circolo - a Torre Orsina dove, inoltre, da molti anni incombe il pericolo di una vasta area sotto strada dei Mandrilli in cui il terreno sta scivolando verso la frazione di Palombara: questo grande movimento franoso, già comunicato in passato più volte alle istituzioni ed anche alla protezione civile, ha assunto negli ultimi mesi una dimensione estremamente pericolosa soprattutto nei giorni di forte pioggia”.

Altro problema che interessa “tutta la realtà della ex sesta circoscrizione Valnerina” è rappresentato dalle “sempre più frequenti visite dei cinghiali alle abitazioni, agli orti ed anche sulla viabilità stradale, soprattutto nella frazione di Collestatte Piano, con rischi di incidenti, di pubblica incolumità dei cittadini e danni considerevoli alle colture agricole. Problema più volte segnalato e mai affrontato”.

Bocce San Liberatore 2-2“Da due anni è inoltre fermo, nel nostro territorio, un ormai non rinviabile piano di potature degli alberi, soprattutto nelle situazioni di sicurezza precaria come quelli posti nei pressi degli spazi pubblici. A proposito di spazi verdi, dispiace vedere inoltre lo stato di totale abbandono in cui versano, come il campo di bocce di San Liberatore, che fino a pochi anni fa era luogo di convivialità e passatempo della frazione”.

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