La legge contro l’omofobia “spacca” Terni: sentinelle in piedi in piazza Tacito, i favorevoli in piazza della Repubblica

Doppia manifestazione sabato pomeriggio in città. Da una parte i sostenitori del provvedimento che introduce pene per chi discrimina gay e trans, dall’altra gli oppositori che sostengono: è una deriva liberticida  

Sabato 25 luglio, ore 18. Da una parte i sostenitori del cosiddetto dl Zan, dall’altra le sentinelle in piedi. In mezzo, una città “spaccata” dal provvedimento approdato a fine giugno alla camera dei deputati che introduce pene per chi discrimina gay e trans.

Sono infatti previste due distinte manifestazioni, entrambe alla stessa ora. Una (quella dei “favorevoli) è prevista in piazza della Repubblica, l’altra (i “contrari”) si terrà invece in piazza Tacito.

Cosa prevede la legge

Il testo propone di ampliare l’attuale legge Mancino che già oggi punisce i reati di odio per ragioni razziali, etniche, religiose o legate alla nazionalità: rischierà fino a quattro anni di carcere anche chi discriminerà persone gay e trans. “In Parlamento c’è una maggioranza compatta e decisa ad approvare la legge che introduce anche del reato di misoginia, ossia di odio contro le donne”, ha spiegato il relatore del testo, Alessandro Zan, a La Repubblica. “In Italia esiste un serio problema di razzismo e discriminazione verso le persone omosessuali e transessuali”.

Contro la legge sono schierati i movimenti Pro-life e i vescovi della Conferenza episcolpale, che parlano di “bavaglio” sulla possibilità di criticare forme di famiglia, sessualità e amore delle comunità Lgbt. Ma Zan spiega che non sarà vietato dire che l’unica famiglia sia quella formata da padre e madre, ma saranno vietate azioni che portano all’odio verso le famiglie arcobaleno. “Nella legge c’è un’ampia parte dedicata alla prevenzione - aggiunge Zan - dalla giornata contro l’omofobia alle case rifugio per giovani Lgbt cacciati dalle famiglie e perseguitati”.

I favorevoli

In piazza della Repubblica ci sarà Articolo 1 Terni che “sostiene e aderisce con convinzione alla manifestazione #BASTAODIO a sostegno del Ddl Zan contro l’omobilesbotransfobia, indetta il 25 luglio dalle associazioni e movimenti culturali ternani e promuove, nelle sedi istituzionali e politiche, provvedimenti e azioni a tutela di tutti i cittadini vittime di discriminazione e violenza nel rispetto della costituzione italiana e dei valori fondanti della democrazia. Nel nostro Paese e nel resto del mondo vengono perpetrati ogni giorno reati efferati, umiliazioni, abusi psicologici e fisici nei confronti di persone Lgtb, donne, stranieri o chiunque sia considerato diverso. Negli ultimi anni si è diffusa ancor di più una visione della società basata sull’io contro il debole, sulla prevaricazione di una cultura sull’altra, sulla emarginazione e criminalizzazione di chi non risponde a canoni creati ad hoc da una politica populista e nazionalista che noi, stigmatizziamo e combattiamo. Si è diffusa una cultura di intolleranza anche a causa di coloro che strumentalmente utilizzano messaggi sociali e culturali ispirati alla intolleranza, al razzismo, alla misoginia, alla omotransfobia, gli stessi che oggi, attaccano il disegno di legge Zan e che vogliono portarci indietro e non avanti con i diritti. È necessario quindi che parta dal Governo, dalla politica, ma anche da tutti i cittadini, una reazione determinata, pacifica, civile e culturale di opposizione e proposizione di una società basata sul rispetto dei diritti sociali e civili, sull’uguaglianza, la sicurezza e la libertà di ogni essere umano e che faccia delle diversità una ricchezza e non un motivo di scontro o propaganda politica. Va sradicata definitivamente la cultura dell’odio e dell’intolleranza a partire dalla famiglia, dalla scuola, dal linguaggio dei media e della politica anche attraverso leggi chiare e risolutive. Per questo, riteniamo che il disegno di legge Zan vada in questa direzione e supporteremo la sua approvazione scevra da emendamenti fuorvianti e anacronistici”.

I contrari

I movimenti pro life, sostenuti da alcuni partiti politici, definiscono “liberticida” il ddl Zan. “No all’istituzione di un nuovo reato, quello di omofobia, appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al mainstream. In caso di approvazione del testo, sarà possibile per chi gestisce una palestra vietare, ad un uomo che si ‘si sente donna’, l’ingresso nello spogliatoio delle donne? Sarà possibile per un genitore chiedere che il figlio non partecipi ad attività scolastiche inerenti temi sensibili sulla sessualità se sono realtà che gravitano nel mondo cosiddetto Lgbt? Sarà ancora possibile per un sacerdote insegnare la visione cristiana del matrimonio? Sarà possibile dire pubblicamente che la pratica dell’utero in affitto è un abominio o dirsi contrari alla legge sulle unioni civili? Per tutte queste domande, il ddl sull’omofobia ha una sola risposta: no. Ecco perché scendiamo in piazza. Scenderemo in piazza in silenzio, a distanza di due metri l’uno dall’altro, chi leggendo un libro e chi con un bavaglio sulla bocca, a simboleggiare la portata liberticida di questo progetto e la volontà di zittirci. Non risponderemo ad alcuna provocazione poiché siamo in piazza per la libertà di tutti, anche di chi ci contesta e non comprende la portata liberticida di questo testo”.

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