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Martedì, 30 Novembre 2021
Attualità

Draghi si presenta alle Camere: "Ricostruire il paese dopo il virus, recuperare le ore in presenza a scuola, proiettarci nel futuro"

Il primo atto del Governo Draghi al Senato. Dopo i ringraziamenti a Conte per il lavoro svolto, chiede unità ai partiti per ricostruire il paese come si fece dopo la Seconda guerra mondiale

Primo atto del governo Draghi sui banchi del Senato e, successivamente, della Camera dei deputati per incassare la fiducia e dare corso al terzo governo della legislature. L'ex presidente della Bce ha presentato un discorso a suo modo asciutto, che si è bilanciato su due livelli: quello politico e quello programmatico. 

Nell'abbrivio, ha messo subito i puntini sulle "i" nei confronti di quanti ritenevano il suo ingresso in politica un fallimento dei partiti. Per Draghi non c'è bisogno di connotare il suo ingresso a Palazzo Chigi: "Questo governo non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca  ha detto -. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti, dei propri elettori come degli elettori di altri schieramenti, anche dell’opposizione, dei cittadini italiani tutti [...] Siamo cittadini di un Paese - osserva Draghi - che ci chiede di fare tutto il possibile, senza perdere tempo, senza lesinare anche il più piccolo sforzo, per combattere la pandemia e contrastare la crisi economica.

Il punto sulla pandemia

Il primo punto trattato da Draghi, anche con uno scivolone sul numero dei ricoverati in terapia intensiva (ha detto 2milioni di persone invece che 2mila, ndr), è stato, ovviamente, quello sulla pandemia, lo stato attuale e le prospettive della vaccinazione di massa: "L’aspettativa di vita, a causa della pandemia - ha ammesso -, è diminuita: fino a 4 - 5 anni nelle zone di maggior contagio; un anno e mezzo/due in meno per tutta la popolazione italiana.

Un calo simile non si registrava in Italia dai tempi delle due guerre mondiali". Un anno terribile che ha portato con sé anche l'aumento dell'asticella della povertà: "Si è anche aggravata la povertà. I dati dei centri di ascolto Caritas, che confrontano il periodo maggio-settembre del 2019 con lo stesso periodo del 2020, mostrano che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%". 

La strada da imboccare per una inversione di tendenza passa per la vaccinazione di massa: "Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. La nostra prima sfida - dice Draghi - è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente. Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private". 

Giovani e scuola

Ili secondo punto, collegato al primo a doppio filo, riguarda il presente e il futuro del paese. Per Draghi un focus decisivo va posizionato sui giovani e sulla situazione della scolarizzazione: "Spesso mi sono chiesto se noi - ha detto il presidente -, e mi riferisco prima di tutto alla mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per loro tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltre misura.

È una domanda che ci dobbiamo porre quando non facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e la cultura. Una domanda alla quale dobbiamo dare risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli ad emigrare da un paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere". 

Va da sé che la scuola e gli ambienti formativi, insieme alle politiche per la famiglia, diventano l'incubatore del futuro. Sul punto, Draghi ha le idee molto chiare e vuole velocizzare un ritorno progressivo della didattica in presenza: "Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà. Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza. È necessario investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale.".

Ambiente e nuove tecnologie

Dentro al futuro c'è la sostenibilità ambientale e l'implementazione delle nuove tecnologie a basso impatto. Anche su questo Draghi sembra avere le idde chiare: "Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione,  agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori , biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane. Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta.".

Lavoro e produttività

Sulla scia delle politiche ambientali sostenibili, corre anche una nuova cultura del lavoro e della produttività: "Centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni. Questo progetto - spiega Draghi - è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andrà anticipato da subito. Il cambiamento climatico, come la pandemia, penalizza alcuni settori produttivi senza che vi sia un’espansione in altri settori che possa compensare. Dobbiamo quindi essere noi ad assicurare questa espansione e lo dobbiamo fare subito".

Parità di genere

Un punto dolente per alcuni partiti, nella fattispecie il Pd, vittima di una accesa discussione interna proprio sulla rappresentatività e la leadership femminile nel governo. Per Draghi, invece, il tema sembra chiaro ed ha a che fare con una cultura di un paese evoluto: "Garantire parità di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre più permetteranno di fare carriera – digitali, tecnologiche e ambientali. Intendiamo quindi investire, economicamente ma soprattutto culturalmente, perché sempre più giovani donne scelgano di formarsi negli ambiti su cui intendiamo rilanciare il Paese. Solo in questo modo riusciremo a garantire che le migliori risorse siano coinvolte nello sviluppo del Paese".

Sviluppo del Mezzogiorno

Tema tanto caldo quanto mai disatteso dai precedenti governi, è la prospettiva di sviluppo del Mezzogiorno. Questa la ricetta di Draghi: "Aumento dell’occupazione, in primis, femminile, è obiettivo imprescindibile: benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno. Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, investire il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali il credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea".

Investimenti pubblici

Su questo punto, Draghi lancia un doppio livello di attuazione nel quale il privato può intervenire a sostegno del pubblico: "Occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza. Particolare attenzione - secondo Draghi - va posta agli investimenti in manutenzione delle opere e nella tutela del territorio, incoraggiando l’utilizzo di tecniche predittive basate sui più recenti sviluppi in tema di Intelligenza artificiale e tecnologie digitali. Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti".

Next Generation EU

Qui si gioca, per Draghi, tutta la partite del futuro dell'Italia che, come ha ribadito, resterà fortemente europeista e atlantista. Con questo orientamento va integrato il programma Next Generation EU: " La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata.  Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare,  non solo  dispiegando tutte le  tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza  delle nuove generazioni che “ogni azione ha una conseguenza”. Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni. Queste risorse - secondo Draghi - dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica".

Le riforme

Ultimo capitolo, fra i più delicati, quello delle riforme da atture per portare il paese a una nuova competitività.

Tasse. Per Draghi "Va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione fiscale".

Pubblica amministrazione: "Nell’emergenza l’azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. La fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è, tuttavia, una realtà che deve essere rapidamente affrontata.

Particolarmente urgente è lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini".

Giustizia: "Aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile, attuando e favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione".

Rapporti internazionali: "Questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell’Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale. Profonda è la nostra vocazione a favore di un multilateralismo efficace, fondato sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite. Resta forte la nostra attenzione e proiezione verso le aree di naturale interesse prioritario, come i Balcani, il Mediterraneo allargato, con particolare attenzione alla Libia e al Mediterraneo orientale, e all’Africa. 

L’Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati. Seguiamo anche con preoccupazione l’aumento delle tensioni in Asia intorno alla Cina".

Immigrazione: "Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati".

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