E' morto lo scultore che ha realizzato 'i ricci' di parco Ciaurro. Esaltato in tutto il mondo culturale, ignorato aTerni

L'artista è celebrato da tutto il mondo culturale come uno dei maggiori protagonisti dell'arte contemporanea e riconosciuto quale artefice della sperimentazione e del rinnovamento della scultura e della ricerca concettuale del '900. Michele Rossi, Terni Civica: Sculture nel degrado, vergogna"

E' scomparso l'artista Eliseo Mttiacci, l'autore delle sculture posizionate lungo il percoso verde del parco Ciaurro. Un ricordo e una nota polemica giunge dal consigliere comunale di Terni Civica, Michele Rossi: "Apprendo dalle pagine dedicate alla cultura dei più importanti quotidiani nazionali (da Repubblica, al Corriere della sera, al Fatto Quotidiano) della scomparsa nella giornata di ieri dello scultore Eliseo Mattiacci. L'artista è celebrato da tutto il mondo culturale come uno dei maggiori protagonisti dell'arte contemporanea e riconosciuto quale artefice della sperimentazione e del rinnovamento della scultura e della ricerca concettuale del '900. Sue numerose opere sono ad oggi esposte nei maggiori musei del mondo e in numerose collezioni dalla Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma, alla Kunstforum Stadtische Gallerie di Monaco di Baviera, fino alla Biennale di Venezia.
E a Terni? Mentre il mondo culturale ne piange la scomparsa e celebra la grandezza artistica  delle sue opere a Terni alcune di queste sono sconosciute e abbandonate.
Si tratta dei così detti "ricci" realizzati dall'artista per la nostra città nel 1986, posizionati inizialmente in centro citta' e poi "buttati la'" nel parco Ciaurro.

Ad oggi queste sculture, di grande impatto, sono lunghe più di tre metri, e di bizzarra forma che ricorda il riccio del barocco romano, versano in grave stato di degrado tra erba alta, sporcizia e le radici degli alberi che ne hanno distrutto la forma. È evidente che necessitano di un opportuno restauro (addirittura sono ormai visibili i ferri interni del cemento armato).
In verità sia il restauro che addirittura una nuova collocazione fu deciso in una delibera di Giunta del 2016. Nella stessa si stabiliva, naturalmente stanziando anche le necessarie risorse economiche, il restauro e il nuovo riposizionamento (qualcuno pensava alla zona di Largo Frankl)...ma a distanza di anni nulla è avvenuto.
Rimane l'ennesima triste storia per una città che anche in tema di opere d'arte contemporanee collocate nel suo tessuto urbano non ha nulla da invidiare a nessun'altra realtà ma che ancora oggi ingnorantemente non ne conosce l'importanza e invece di valorizzarle le abbandona come "oggetti" di nessun valore.
Su questa "triste storia" intendo presentare una interrogazione e sollecitare l'amministrazione ad intervenire".

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