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Il virus colpisce ma non affonda: Narni Sotterranea resiste

Perdite economiche e danni emotivi, ma il celebre sito archeologico è ancora in piedi, in attesa del miglioramento della situazione. L’associazione culturale Subterranea: “Siamo fiduciosi”

La pandemia ha colpito duramente il settore del turismo, tanto caro al nostro Paese e la cosa non ha risparmiato neanche i borghi dell’Umbria. Narni Sotterranea, piccolo gioiello in questo verde e unico angolo d’Italia, ha subito uno scossone tanto violento quanto inaspettato.

Alcune prime stime indicano che il celebre sito archeologico, scoperto nel 1979, nel primo anno di pandemia, ha subito un calo di visite dell’80% rispetto al 2019.

Al calo delle visite consegue un consistente danno economico, tale da sospendere gli eventi che l’associazione culturale Subterranea, che si occupa di Narni Sotterranea, aveva in cantiere per il pubblico.

“Ci siamo sentiti tagliati fuori dal mondo”, spiega Roberto Nini, socio ed ex presidente dell’associazione. “È stata dura vedersi negato quel rapporto umano e dialettico che instauravamo con in visitatori dall’Italia e dal mondo”.

Nonostante tutto, Narni Sotterranea sta effettuando delle prime timide riaperture, seppur solo nei weekend, su prenotazione e nel rispetto delle norme anti-Covid e spera, entro l’anno prossimo, di ritornare alla normalità, riprendendo a pieno ritmo la sua attività e presentando i tanti progetti in cantiere, uno tra tanti, la pubblicazione, verso dicembre, di un libro dedicato all’acquedotto della Formina, dal titolo Memoria dell’acqua.

Fiduciosi e con tanta voglia di ripartire, l’associazione culturale Subterranea spera di poter riveder brillare il suo gioiello. Speranza che ogni narnese condivide a pieno. 

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