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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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Terni, emergenza abitativa: “Graduatoria incompleta. Affiancheremo i richiedenti nel riesaminare le domande”

Le sigle sindacali Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil: “Esclusi nuclei familiari sulla base di valutazioni che non riteniamo aderenti rispetto ai compiti della Commissione”

Sette domande accettate, su quarantadue presentate. Le sigle di Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil della provincia di Terni annunciano di contestare: “Gli esiti e le modalità con le quali alcune domande di accesso al bando per emergenza abitativa, sono state rifiutate in esito all’esame della commissione alloggi. Ciò nonostante la richiesta urgente di riconvocazione della stessa, inoltrata dal Commissario di nomina sindacale che, all’indomati della seduta del 14 novembre, ha formalizzato alla presidenza della Commissione per gravi dubbi interpretativi, che riguardano il merito delle decisioni assunte ed il perimetro dei poteri di valutazione in capo alla commissione stessa”.

Secondo le sigle: “Consideriamo estremamente grave il rifiuto della presidenza della commissione a procedere alla riconvocazione ed anche la mancata condivisione della richiesta di parte sindacale a tutti i componenti della commissione stessa, al fine di renderli partecipi di quanto stesse avvenendo e dei forti dubbi interpretativi formalizzati dal commissario di nomina sindacale”.

Ed ancora: “In data 21 novembre, come se non bastasse, è stata pubblicata la graduatoria per le assegnazioni che riteniamo incompleta, poiché sono stati esclusi nuclei familiari sulla base di valutazioni che non riteniamo aderenti rispetto ai compiti della Commissione.  A mero titolo di esempio, riteniamo che le certificazioni periodiche, attestanti la presa in carico da parte dei servizi sociali del Comune o della Asl, se valide al momento della pubblicazione del bando e in scadenza mesi dopo, quando si è riunita la Commissione, dovevano e potevano essere accolte o, quantomeno, essere oggetto di richiesta di integrazione da parte della Commissione che aveva il compito di verificare che la presa in carico fosse ancora in atto e pertanto avrebbe dovuto e potuto chiedere ulteriore documentazione probante”.

Le conclusioni: “Allo stesso modo, riteniamo che non sia aderente ai compiti della Commissione la verifica di merito dei percorsi terapeutici intrapresi, bensì la sussistenza o meno di documentazione probante la presa in carico. A tal fine sosteniamo con forza la decisione assunta dal Commissario di nomina sindacale e affiancheranno i richiedenti che possono essere stati penalizzati, nella richiesta di riesame delle domande”.

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