I conti in tasca al virus, l’emergenza Covid è costata fino ad oggi 26 milioni di euro

Ogni ternano ha “speso” 30 euro, quasi 3 milioni sono serviti per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale. Aziende sanitarie e ospedali hanno perso 4,5 milioni di ticket. In Italia il conto supera 4 miliardi

Covid, quanto ci costi. L’emergenza scoppiata a fine gennaio ha avuto un impatto diretto sul sistema sanitario nazionale e regionale, oltre che sulla tenuta economica e sociale dell’Umbria, dell’Italia e del resto del mondo. Il nucleo dei conti pubblici territoriali della Regione Umbria ha elaborato a fine luglio un dossier che punta a scandagliare “Le spese sanitarie sostenute in risposta all’emergenza Covid19 in Umbria”.

Nel documento sono state analizzate “le spese sostenute dalle Regioni e Province Autonome in risposta all’emergenza Covid19 nel periodo 31 gennaio-31 maggio 2020, distinte per regione, tipologia di spesa ed altre caratteristiche”.

Ovviemente, l’impatto più forte è stato sulla Lombardia, che ha sostenuto il 21,8% delle spese totali, e sull’Emilia-Romagna (17,9%) che sono le due regioni più direttamente coinvolte nell’epidemia. Seguono il Piemonte (10,2%) ed il Veneto (8,9%) che sono limitrofe all’area principale del contagio e la Sicilia (8,5%). “Per tenere conto della differente dimensione demografica delle regioni – dice il dossier - è stato calcolato l’indice delle spese Covid19 pro capite (per abitante) che evidenzia come l’impegno di spesa sia stato superiore alla media anche in Friuli Venezia, a Bolzano ed a Trento ed in Valle d’Aosta. Tra le regioni settentrionali, la Liguria ha una spese per il Covid19 molto bassa sia come livello (1% sul totale nazionale) che come valore pro capite. La Sicilia è l’unica regione meridionale con spese pro capite di poco superiori alla media nazionale”.

L’Umbria è tra le regioni che hanno la minore spesa pro capite (29,5 euro per abitante rispetto ai 68,3 euro della media nazionale) collocandosi vicino al Lazio (27,6 euro per abitante). In Umbria le spese per il Covid19 si attestano nel periodo di riferimento a 25,9 milioni di euro (0,6% del totale nazionale).

“Se mettiamo in rapporto le spese per l’emergenza Covid19 con la spesa sanitaria regionale tratta dall’ultima edizione dei conti pubblici territoriali relativa al 2018, a livello nazionale i 4,1 miliardi di spese per l’emergenza Covid19 relativi a febbraio-maggio sono il 3,5% della spesa sanitaria dell’anno 2018, mentre per l’Umbria i 25,9 milioni di euro di spese sono l’1,5% della spesa sanitaria del 2018, pari a 1,7 miliardi di euro. L’Umbria è nel gruppo di regioni che hanno una ridotta incidenza delle spese emergenziali sulla spesa sanitaria complessiva. In Emilia-Romagna – rileva lo studio - l’incidenza delle spese per l’emergenza raggiunge l’8% della spesa sanitaria annuale, un valore molto elevato superiore a quello della Lombardia che si posiziona sulla media nazionale (3,5%). Valori superiori alla media caratterizzano tutte le regioni settentrionali tranne la Liguria (1,4%)”.

La composizione delle spese emergenziali per tipologia fornisce alcune informazioni supplementari particolarmente utili per impostare l’analisi di impatto. A livello nazionale la tipologia più rilevante è rappresentata dall’acquisto dei dispositivi di protezione individuale (37,7%) e poi a seguire dai costi aggiuntivi del personale (20,1%), dall’assistenza medica (19,3%) e dall’acquisto di apparecchiature medicali (8,5%). Le spese non altrove classificate rappresentano a livello nazionale il 9,9% ma raggiungono in Umbria il 75,1% e vanno quindi analizzati a parte e hanno riguardato prevalentemente le spese per servizi appaltati non sanitari (20,6%), la riduzione dei ricavi per ticket e prestazioni di ricovero a privati paganti (23,8%) e le spese per beni sanitari (esclusi dpi e dm, 18,1%).

Tradotto in euro, in Umbria per l’acquisto dei dispostivi di protezione individuale sono stati spesi 2,7 milioni di euro; la voce “assistenza medica, costi di medicinali, infrastrutture, protezione civile e analisi di laboratorio” ha assorbito 1,6 milioni mentre l’acquisto di apparecchiature medicali 1,3 milioni. I “costi aggiuntivi di personale” hanno richiesto 0,3 milioni mentre la voce “altro” è quella più costosa: 19,5 milioni.

Interessante anche vedere quali impatti ha avuto il Covid sui ricavi sanitari. Per “ticket e prestazioni ricovero a privati paganti” sono stati persi 4,5 milioni, mentre la libera professione ha fatto perdere alle casse delle aziende 0,4 milioni. Leggera perdita anche per i “ricavi derivanti da bar e distributori automatici”: 0,3 milioni.

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Lo studio verifica infine che “proiettando i dati su tutto il 2020, le spese per l’emergenza Covid19 arriverebbero a 71,2 milioni di euro pari al 4,2% della spesa sanitaria del 2018 ed allo 0,3% del Pil dell’Umbria”. Quindi, ma non soltanto per questo, sarebbe opportuno evitare un secondo lockdown.

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