Padri separati, migranti e senza dimora: lo spettro del grande freddo

Cinque posti disponibili a Terni e due ad Amelia per l’accoglienza d’emergenza, ma le strutture potrebbero non bastare. Le previsioni meteo: temperature sotto zero almeno fino a domenica

Il grande freddo è ormai alle porte. Dicono le previsioni meteo che la temperatura, anche a Terni, è destinata a scendere molto al di sotto dello zero almeno fino a domenica. La Provincia ha allertato i tecnici cantonieri che hanno provveduto a spargere sale sulle strade più a rischio. Ma l’emergenza rischia di avere ben altri contorni.

Di “emergenza freddo” ha parlato il vescovo di Terni, padre Giuseppe Piemontese, ricordando che le strutture diocesane sono pronte ad offrire accoglienza, ma i posti disponibili potrebbero non essere sufficienti. Perché se è vero che fino ad oggi il “popolo” dei senza dimora non era particolarmente cospicuo (a Roma, dice la Comunità di Sant’Egidio, ci sono ottomila persone che non hanno un tetto sotto al quale trovare riparo) è altrettanto vero che anche Terni sta subendo gli effetti dei cambiamenti che investono la società. E che, in particolare, si abbattono su almeno due categorie di persone.

I padri separati, ad esempio. Mentre la diocesi sta ultimando i dettagli del progetto “Casa Cardeto” che entro il prossimo anno darà ospitalità a chi esce da disgregazioni famigliari (padri soli, ragazze madri e così via) il dato per il quale “i padri separati sono i nuovi poveri” prende drammaticamente consistenza. Dei circa cento pasti serviti dalla mensa San Valentino, sono molti – e in costante aumento – quelli garantiti a padri di famiglia rimasti senza una casa. “Non possiamo permettere che dormano in macchina”, diceva proprio Piemontese durante la sua visita pastorale a Palazzo Spada. Soprattutto se le condizioni climatiche rischiano di essere proibitive.

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Casa Cardeto, rifugio per padri separati 

Altro fronte di emergenza potrebbe essere rappresentato dai migranti che per effetto del dl sicurezza non avranno più diritto all’accoglienza presso le strutture che attualmente li ospitano. Si tratta di 18 persone, un numero evidentemente molto superiore rispetto ai posti attualmente disponibili. Possibile che, una volta appurato il loro status, i migranti decidano di lasciare la città. Ma, nel caso decidessero di restare, finirebbero in mezzo alla strada.

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