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Prove tecniche di inceneritore, fumi dall’impianto Bioter di via Ratini a Terni

Emissioni visibili nella mattinata di oggi, 13 gennaio, dalla struttura che risulta ufficialmente chiusa. Thomas De Luca, consigliere regionale M5S: “Accordo Bandecchi-Tesei sui rifiuti come sullo smantellamento della sanità nell'Umbria meridionale”

Non sono passati inosservati che stamattina, 13 gennaio, si sono alzati dall’inceneritore Bioter di via Ratini a Terni. L’impianto, formalmente fermo dal febbraio del 2020, ha visto il trasferimento prima da Terni Biomassa a Rivalchim con contratto d’affitto e poi ancora alla Bioter srl, controllata proprio da Rivalchim, dopo una serie di volture e passaggi relative alle autorizzazioni all’incenerimento.

La scorsa estate, l0ipotesi di una ripartenza dell'impainto era stata paventata dagli esponenti del Movimento 5 Stelle a cui seguì una repentina smentita da parte dell’assessore comunale all’ambiente, Mascia Aniello.

Riavvolti sinteticamente i fili della vicenda, si arriva ad oggi con le “emissioni” visibili da più parti e immortalate da diversi cittadini, fuoriuscite da un impianto che risulta formalmente inattivo.

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“Il M5S aveva detto la verità – commenta il consigliere regionale pentastellato, Thomas De Luca - oggi tutti i ternani possono vederlo con i loro occhi nelle foto diffuse da alcuni cittadini. Nel totale silenzio, ormai da settimane, Comune di Terni e Regione Umbria stanno svolgendo tavoli per la manutenzione straordinaria propedeutica all'imminente riavvio del secondo inceneritore. Lo hanno fatto all’oscuro della città, senza averne dato alcuna pubblicità o condivisione, una gravissima mancanza di partecipazione nelle scelte con cittadini, associazioni e imprese che come esposti involontari dovranno pagarne le conseguenze”.

“Il sindaco Bandecchi e la governatrice Tesei – prosegue De Luca - devono spiegare ai cittadini ternani se il riavvio delle attività, subordinato agli interventi prescritti che ne avevano comportato la chiusura, rispetta le misure previste dal Piano regionale della qualità dell'aria. Appare evidente come, con alcune piccole modifiche autorizzative, il riavvio dell'impianto costituisca il raggiungimento della capacità di 180 mila tonnellate indicata nel piano dei rifiuti per la chiusura del ciclo regionale a Terni. Il M5S è pronto ad una mobilitazione generale al fianco della città per dire ancora una volta no all'incenerimento dei rifiuti a Terni e in Umbria”.

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