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L’impresa sportiva di otto amici: “Oltre cento chilometri di corsa nel deserto della Giordania. Esperienza fortissima quanto stimolante”

Tre giorni intensissimi per Giuseppe, Fabio, Ludovico, Giulio, Flavio, Francesco, Mirko e Giacomo attraversando il percorso del Jordan Trail

Un gruppo di otto amici appartenenti al territorio ternano, la passione condivisa per il podismo e più in particolare per la disciplina Ultra trail running. Dal 15 al 20 novembre scorso Giuseppe, Fabio, Ludovico, Giulio, Flavio, Francesco, Mirko e Giacomo hanno vissuto un’esperienza che difficilmente dimenticheranno. Infatti si sono cimentati nel Jordan Trail – in Giordania - un tracciato di 142 chilometri completamente da percorrere nel deserto del Wadirum. Dalla partenza di Petra hanno affrontato tutte le avversità, in uno stato di autosufficienza, potendo contare essenzialmente su un Gps ed uno zainetto.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it gli otto amici raccontano come è nata l’idea: “Lo scorso anno, mentre ci allenavamo in montagna. Un desiderio coltivato e nel tempo e realizzato grazie a Ludovico, il titolare della BHS Travel”. I restanti sette componenti del gruppo tengono a ringraziarlo: “Ha costruito tutto il progetto, nonché partecipando attivamente alla traversata. Un viaggio vissuto e goduto come ce lo siamo immaginati”. La scelta è stata mirata ossia correre lungo il Jordan Trail, percorso notoriamente utilizzato dagli ultrarunner.

Una preparazione che nasce da lontano: “La tipologia di corsa è particolare, lenta quanto ripetitiva. Occorre abituare il corpo alla sofferenza, alle escursioni termiche, essendo pronti a superare ogni singola criticità. La forza del gruppo, in questa circostanza, fa la differenza. Ognuno apporta il proprio supporto, soprattutto a livello mentale. Una volta partiti da Petra l’isolamento è stato immediato. Nessuna forma di contatto, solo due beduini che ci hanno portato dell’acqua ed il necessario per affrontare la notte. In quei 142 chilometri è stato possibile visionare tipologie di deserto differenti: sabbioso giallo, pieno di rocce e con risvolti blu colore di alcune pietre pregiate. Il tutto in autosufficienza per tre giorni, coincidenti con la durata della traversata”.

Affrontare lunghi percorsi, a stretto contatto con l’ambiente circostante: “E’ la nostra filosofia di vita. Il trail running infatti è una specialità che coniuga lo sforzo fisico all’emozione di essere circondati da paesaggi unici. Solitamente le corse si svolgono in montagna”. In che modo rispettare l’ambiente: “Ad esempio non gettando nulla per terra, poiché è molto probabile che in quei luoghi torneremo. Altro aspetto che contraddistingue tale disciplina è l’aiuto reciproco. In questi casi la classifica conta relativamente. Diventano preponderanti il rispetto della natura e il supporto ai compagni di avventura”.

Cosa lascia la settimana in Giordania: “Un’esperienza fortissima quanto stimolante. Difficile riuscire a descrivere tutte le emozioni provate e percepite. Nonostante il posto sia poco ospitale, è sicuramente un luogo del cuore dove ci piacerebbe tornare. Durante la notte era possibile ammirare il cielo stellato ad una distanza che appariva minima. L’estrema limpidezza, la purezza nella visuale rendeva incredibilmente raro lo scenario. Inoltre, essendo un gruppo piuttosto eterogeneo (la forchetta oscilla tra i 35 e 60 anni di età ndr) abbiamo dato la dimostrazione che quando la motivazione è forte, è possibile coniugare sport e natura, anche in situazioni difficili, a qualsiasi età”. 

Una curiosità per concludere. In questi tre giorni avete incontrato qualcuno?: “Un viaggiatore irlandese che stava affrontando un viaggio di quaranta giorni ed un beduino. Siamo passati sopra ad una vipera ‘cornuta’ fortunatamente senza provocarle una reazione”. Il messaggio conclusivo: “Volevamo condividere questa immensa gioia che ha rafforzato la nostra amicizia, in un posto davvero fantastico”.

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