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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Studente ternano in Belgio: “Esperienza rivoluzionaria. Sono uscito dal guscio in cui spesso mi rintanavano prima della partenza”

Il racconto di Daniele Guglielmi, studente del liceo Galilei, reduce dalla parentesi di sei mesi in Belgio grazie al progetto Intercultura

L’ha definita un’esperienza “rivoluzionaria”. Sei mesi fuori dai confini nazionali, lontano dagli affetti e con la sana ambizione di crescere ulteriormente, anche da un punto di vista interiore. Lo scorso 10 luglio è tornato a Terni Daniele Guglielmi, studente del Liceo Galilei, sezione Cambridge, il quale ha completato un percorso di sei mesi in Belgio, grazie al progetto di Intercultura. Alla nostra redazione di www.ternitoday.it racconta i dettagli di questa parentesi che ha segnato positivamente il suo percorso di avvicinamento alla maturità.

Opzione Belgio: “Una piacevole sorpresa – esordisce Daniele – poiché originariamente dovevo partite per l’Indonesia, la seconda metà di luglio dello scorso anno. Purtroppo però prima il rinvio poi la chiusura dei confini, a causa del Covid, hanno di fatto impedito di poter realizzare questo sogno. Una volta appurato tutto ciò si è aperta un’altra porta ossia la possibilità di effettuare un programma sostitutivo. Alla fine posso affermare che ho vissuto una esperienza rivoluzionaria quanto unica, tra le più belle della mia vita”.

I dettagli: “Ad inizio gennaio sono partito anche grazie al suggerimento di un cugino che svolge il ruolo di volontario all’interno di Intercultura. Dopo aver presentato la domanda ho fatto una sorta di colloquio ed un paio di test online, poiché eravamo sotto periodo pandemico. In base ai risultati valutano la preparazione per poter essere idonei, o meno. Ora ho tutta l’intenzione di diventare anche io un volontario poiché tale figura risulta fondamentale nella fase antecedente alla partenza, durante il percorso di studi all’estero ed infine nel momento in cui si torna a casa. Una presenza costante quanto proficua, da un punto di vista dell’orientamento”.

Il percorso di studi: “Ho frequentato un campus cattolico distante circa venti minuti, in macchina, da dove abitavo, ossia a Herenthout”. L’organizzazione particolare: “Tre ragazzi li ho ritrovati in tutte le lezioni. Poi era un continuo mutamento di aule o addirittura di strutture. Ad ogni ora c’era un cambiamento sia di compagni che di professori. Insomma una sorta di fusione tra due istituti”. Una scelta ponderata per Daniele: “Ho seguito una strada molto similare a quella del Liceo perché non volevo perdere completamente sei medi di scuola. Pertanto dopo aver assimilato l’olandese, o meglio un dialetto delle Fiandre, sono riuscito ad assorbire concetti utili in previsione del prossimo anno scolastico. I compagni delle classi?: “Tutti molto amichevoli, fantastici. Sono stato accolto bene e mi sono sentito parte del gruppo. Di sicuro la classe di latino è stata la migliore poiché erano molto interessati alla cultura italiana”. Scuola e sport: “Arrivando a metà anno non c’era spazio per le attività, dato che sono organizzate a ciclo annuale. Ho seguito il Chiro e partecipato ad alcune feste organizzate. È paragonabile alle attività degli scout in Italia” aggiunge il giovane studente ternano.

Una delle particolarità delle esperienze di studio all’estero è quella di essere accolti dalla famiglia ospitante: “Nel mio caso una mamma single con una figlia di 21 anni che andava all’università nella vicina città di Leuven. Aveva altri due figli che avevano la custodia con il papà e venivano a casa, un weekend ogni due settimane. Un ottimo legame è stato istaurato ed è ancora vivo nonostante la distanza. Sono stato al quarantesimo compleanno della mamma ed al Luna Park. Dalle loro parti si festeggiano i decenni rispetto magari alla maggiore età”.

I viaggi in Belgio: “A scuola si andava cinque giorni a settimana, rispettando le 40 ore di lezione. Avendo il sabato e la domenica liberi, oltre mezza giornata al mercoledì, ho avuto la possibilità di girare tutte le principali città come Anversa, Brugge, Gent, Bruxelles. Ho vissuto tanta movida completamente in responsabilità. Nelle Fiandre poi il Carnevale è una festa molto sentita, tradizionale e si vive con enorme entusiasmo. Senza dimenticare alcuni festival come il Sunrise, il Clamotte rock ed un altro molto importante dedicato agli artisti di strada”.

Le riflessioni di Daniele: “Ho vissuto un qualcosa di diverso, rispetto al passato. Prima di partire ero una persona abbastanza introversa. In quei sei mesi, dopo aver partecipato anche a diverse feste, sono riuscito ad uscire dal guscio in cui mi rintanavo prima di partire. Un’esperienza rivoluzionaria anche difficile da spiegare”. Ed ora la maturità: “Sarà difficile restare fermo sul banco per cinque ore (sorride ndr). Posso contare su professori davvero bravi e qualificati. A livello qualitativo sicuramente in Italia possiamo detenere un metodo di insegnamento da rimarcare. Tuttavia – conclude - sono rimasto davvero impressionato dall’organizzazione della didattica in Belgio”.

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