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Terni, debutta la mostra ‘Le Ragazze del Bauhaus e il caso Heymann’: “Valori importanti da trasmettere” GALLERIA FOTOGRAFICA

L’esposizione è curata da Carlo Terrosi, presidente della Cooperativa Le Macchine Celibi con la consulenza scientifica di Roberto Terrosi

Una mostra dedicata alle ragazze del Bauhaus con particolare attenzione su Margarete Heymann. L’iniziativa infatti celebra una delle prime donne iscritte alla scuola d’arte e si compone di 150 opere, in maggioranza ceramiche, oggetti in metallo e tessuti dell’epoca e riedizioni dei maestri della scuola Bauhaus. Inoltre, saranno esposte alcune litografie di Vasilij Kandinskij che sono parte della collezione permanente del museo Aurelio De Felice.

La presentazione de Le ragazze del Bauhaus e il caso Margarete Heymann è avvenuta stamattina, venerdì 19 aprile, presso il Caos alla presenza del presidente della Cooperativa Le Macchine Celibi ossia Carlo Terrosi, dell’assessore alla cultura Michela Bordoni, della coordinatrice del polo Chiara Ronchini e Roberto Terrosi, ex docente di estetica all’Università di Sendai. Il debutto è previsto per la giornata di domani, sabato 20 aprile (ore 18) e rimarrà visitabile fino al 1 dicembre, dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Sono state annunciate anche delle visite guidate (21 aprile, 27 aprile, 4 maggio, 11 maggio e 25 maggio) e delle attività per i bimbi denominate Bauwow (28 aprile e 26 maggio).

Mostra Caos

L’intento della mostra è quello di: “Riscoprire l’importanza del ruolo delle donne nel Bauhaus, dal momento che, essendo la prima scuola d’arte aperta alle donne, fu presa d’assalto da tante ragazze desiderose di innovazione e di opportunità in una società ancora oppressa da una forte impronta patriarcale, ma è anche e soprattutto un tributo e un atto moralmente dovuto: quello di riscattare un’artista ingiustamente emarginata a causa di discriminazioni razziali”.

Ad inaugurare gli interventi la coordinatrice Chiara Ronchini che ha poi lasciato spazio all’assessore Michela Bordoni: “Una bellissima quanto interessantissima mostra – ha affermato l'assessore – a dimostrazione che la cultura rende liberi. Attraverso la produzione dell’arte è possibile lasciare un segno. Mi auguro che tante scolaresche parteciperanno”. Il curatore Carlo Terrosi ha ricordato gli aspetti salienti, a carattere storico che hanno caratterizzato quell’epoca: “Il punto di inizio coincide con la legge proclamata, durante la Repubblica di Weimar che consentì alle donne di accedere all’Accademia delle Belle Arti. Un’affermazione del protagonismo femminile riscontrabile soltanto negli anni sessanta, in una spinta di emancipazione davvero evidente”.

A seguire l’intervento di Roberto Terrosi che ha affermato: “Anche l'arte diventa funzionale. Le donne riescono a sfuggire da un senso di trascendenza, uscendo dalla forma di idealizzazione”. Infine Chiara Ronchini ha ricordato l’importanza: “Dei valori da trasmettere. Un percorso studiato che vuole coinvolgere anche tanti studenti”. La curatrice ha poi sottolineato il trend ascendente del Caos: “Un significativo incremento degli ingressi, non solo al museo, ma anche alle attività di laboratorio, agli eventi in sinergia e collaborazione con le varie associazioni del territorio”.

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