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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Fave dei morti, una tradizione di gusto che si rinnova grazie a Slow Food Valnerina e Coldiretti

Prima la conferenza su questo legume povero, tanto importante nei secoli per il culto dei morti, e poi la degustazione con un menù particolare

La tradizione delle fave dei morti e l’alta cucina dell’Osteria dello Sportello hanno fatto da cornice all’evento voluto dalla Condotta Slow Food Valnerina, in collaborazione con Donne impresa Coldiretti, svolto la sera del due novembre scorso.

Un’occasione che ha reso possibile sviscerare tutto quel mondo che gira intorno a questo legume “povero” che tanto importante è stato nei secoli per il culto dei morti.

“Troppo spesso ripetiamo gesti, modi di dire, notizie senza saperne l’origine, diciamo semplicemente è la tradizione - spiega la fiduciaria Slow Food Valnerina e responsabile di Coldiretti donna impresa di Terni, Gina Vannucci - ma cosa vuol dire tradizione? Viene dal latino, traditio, trasmissione, consegna, dal verbo tradere ovvero consegnare. Quindi la tradizione non è altro che una trasmissione nel tempo, diretta o indiretta, da una generazione all’altra di memorie, notizie, testimonianze”.

L’evento si è aperto con una conferenza dove hanno partecipato lo storico locale, Sebastiano Torlini, che ha narrato tutte le vicende storiche e antropologiche collegate alle fave dei morti in Valnerina, insieme alla fiduciaria della Condotta Slow Food “Terre dell'Umbria Meridionale”, Daniela Passagrilli, produttrice della famosa fava cottora dell'Amerino, già presidio Slow Food da molti anni, che ha raccontata la bellissima storia di questo legume riscoperto e oggi nuovamente coltivato e utilizzato da molti ristoratori locali.

Interventi seguiti da una folta platea che si è ritrovata presso l’Osteria dello Sportello” di Casteldilago, da poco inserita nella pregiata guida “Osterie d’Italia” di Slow Food Italia, che ha reso questo evento unico e molto apprezzato da tutti gli ospiti. Al termine della conferenza, dopo una breve visita al museo della ceramica di Casteldilago, si è potuto degustare il menu accuratamente preparato dallo chef dell’Osteria. Un evento che si può dire essere ben riuscito visto il numero delle presenze che hanno superato le 50 unità.

La fiduciaria Slow Food Valnerina, Gina Vannucci, ha voluto sottolineare “l’importanza delle donne in questo ruolo di tenutarie della continuazione e preservazione delle tradizioni tra una generazione all’altra svolgendo la loro funzione di custodi dei saperi e sapori. Slow Food Valnerina, insieme a Coldiretti Donna impresa Terni, hanno voluto con questo incontro consegnare alle generazioni future un piccolo tassello di quello che era il pensiero e il cibo dei nostri padri, cibo povero ma ricco di significato e proprietà di longevità”.

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