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Ex chiesa del Carmine, danneggiati i sostegni delle capriate: riapertura più lontana

Secondo gli uffici gli interventi per far tornare agibile l'edificio nel cuore della Passeggiata costerebbero circa 100mila euro

Da mesi è chiusa al pubblico e, con ogni probabilità, lo rimarrà ancora a lungo. Era gennaio quando l'ex chiesa del Carmine, nel cuore del parco della Passeggiata, era stata dichiarata inagibile. Da allora non ci sono state notizie certe rispetto al futuro dell'edificio, utilizzato per matrimoni civili e incontri di vario genere.

Un vero e proprio gioiello, unico nel suo genere, ma che proprio per le sue peculiarità richiede interventi complessi e costosi. Almeno 100mila euro, secondo i tecnici del Comune, per intervenire e scongiurare danni non solo alla struttura, ma anche alla tela che ricopre il soffitto della chiesa.

Dopo la chiusura, la richiesta di chiarimenti e i relativi interventi arrivarono da un'interrogazione di Michele Rossi (Terni Civica), da qui diversi sopralluoghi e lo studio e l'elaborazione di un progetto più complesso di quanto si pensasse all'inizio.

Il problema

All'inizio si pensava che i problemi fossero legati a delle infiltrazioni d'acqua, invece è stato verificato che ad essere danneggiati sarebbero i puntoni delle capriate lignee del soffitto. I sostegni starebbero pian piano cedendo, probabilmente dopo gli eventi sismici degli ultimi anni, anche se il pericolo non sarebbe imminente. A rendere complicato, e quindi più costoso, l'intervento, sarebbe la particolarità della chiesa del Carmine, l'unica a Terni e tra le poche anche a livello nazionale a non avere una “tradizionale” volta affrescata, ma una vera e propria tela che copre il soffitto. La presenza di quest'opera rende di fatto di difficile l'accesso ai puntoni – che richiederebbe l'allestimento di un'impalcatura - e la stesse deve quindi essere calata per evitare dei danneggiamenti.

Che fosse necessario un intervento di questo tipo, comunque, era cosa risaputa: già 30 anni fa, infatti quando vennero realizzati degli interventi di consolidamento, venne anche realizzato un meccanismo atto proprio a spostare la tela. Meccanismo che, a quanto pare, non sarebbe mai stato usato e di cui non si conosce pienamente l'efficienza.

L'intervento ai puntoni, ad ogni modo, si configurerebbe “straordinario” e, per questo, è rientrato nella programmazione pluriennale dell'ente, e previsto per il 2020, per questo la riapertura non sarà di certo possibile a breve.

“Ho intenzione di vigilare sull'iter che riguarderà gli interventi sulla ex chiesa del Carmine – afferma il consigliere Michele Rossi -. Di certo, nonostante la complessità, si tratta di un intervento da effettuare il prima possibile per evitare non solo un peggioramento della situazione ma, soprattutto, il danneggiamento della tela. E' senz'altro positivo il coinvolgimento della Soprintendenza che, sono sicuro, garantirà interventi adeguati”.

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