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Ex Dicat, in arrivo il bando per riqualificare l'intera zona

Si sblocca una delle più annose questioni che tiene banco ormai da decenni: la palazzina dell’ex Dicat, simbolo storico di degrado e incuria, potrebbe tornare a splendere con una nuova proprietà entro breve tempo

Si sblocca una delle più annose questioni che tiene banco ormai da decenni: la palazzina dell’ex Dicat, simbolo storico di degrado e incuria, potrebbe tornare a splendere con una nuova proprietà entro breve tempo. Il Comune tra pochi giorni farà uscire il bando per la vendita della struttura: prezzo, a base d’asta, un milione e 50mila euro. A confermare la notizia è l’assessore al Patrimonio, Orlando Masselli: “L’immobile – spiega - fa parte dei beni comunali da alienare, fino a oggi la vendita non è mai andata in porto, ma ora sappiamo che ci sono degli interessi”.

Che il Comune sia intenzionato a fare presto è palese, del resto i soldi ricavabili della vendita devono al più presto finire nelle mani dell’Osl, l’organismo straordinario di liquidazione, per via dei noti debiti del dissesto finanziario. I tecnici comunali stanno già portando via i documenti d’archivio che da tempo si trovano all’interno della palazzina in mezzo a rifiuti e sporcizia varia. L’alienazione della struttura risale al 2011. Dopo vari tentativi di aste andate deserte, dunque ora il Comune ci riprova con la speranza che questa volta sia quella giusta. Posizione strategica, in fondo a corso del Popolo e vicino all’Obelisco di Pomodoro, a due passi dal centro a zone di parcheggio, l’ex Dicat si estende su quattro piani, di cui uno seminterrato, insiste su un’area di oltre 2 mila metri quadrati che si articola in tre zone destinate rispettivamente ad attrezzature comuni con quota residenziale, una per verde pubblico attrezzato e la terza per viabilità, marciapiedi e accessi carrabili. La variante urbanistica adottata tempo fa ne ha aumentato la cubatura fino a 6.481 metri cubi. Poi con un’altra variante è stata anche allargata la destinazione d’uso, aumentando il ventaglio delle possibilità: struttura ricettiva alberghiera ed extralberghiera, bar caffetteria, servizi socio-sanitari, consultori, asili nido, centri comunitari per anziani, polimbulatori e case ‘protette’, uffici e servizi privati. “Abbiamo mantenuto il valore dell’immobile al prezzo stimato già in passato – aggiunge l’assessore – valuteremo come sempre al meglio le offerte che arriveranno, nel caso contrario lo rimetteremo sul mercato”. Questa volta però sembra esserci ottimismo, anche se sui possibili acquirenti le bocche restano ben cucite. La valorizzazione dell’ex Dicat porterebbe con sé come conseguenza anche la riqualificazione della zona che adesso è piuttosto buia e pericolosa. I continui bivacchi di sbandati che usavano la palazzina come rifugio notturno hanno di fatto costretto l’amministrazione a sigillare gli ingressi e a mettere le grate alle finestre.

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