Martedì, 19 Ottobre 2021
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La Terni che cambia: impennata di famiglie monogenitoriali. Record negativo di nati e decessi nel capoluogo

I dati raccolti all’interno del Documento Unico di Programmazione ed il focus sulle strutture familiari ed il cambiamento avvenuto nel corso degli ultimi 15 anni

Il comune di Terni computa, alla data del 1 gennaio 2021, un totale di 109807 residenti. Un decremento in controtendenza rispetto agli inizi del nuovo millennio dettato tra tre cause: diminuzione delle nascite, incremento dei decessi e contrazione del fenomeno migratorio. La città aveva raggiunto il picco massimo di abitanti nel 2010 superando quota 113000 per poi, seppur progressivamente, scendere sotto la soglia dei centodieci mila.

Nel corso del 2020 sono nati 608 bambini, il minimo storico mai registrato. Una contrazione di 47 unità rispetto all’anno precedente ed un saldo negativo di -859 ragguagliando il dato ai decessi. Nonostante gli effetti della pandemia siano stati più contenuti, rispetto a gran parte della penisola, anche in questo caso trattasi di (triste) record assoluto. Il lockdown ha inciso anche sui flussi migratori. Nel corso dell’anno andato in archivio si sono iscritti all’anagrafe 2.135 nuovi cittadini, a fronte di 2.025 emigrati in altro comune.

Le famiglie a Terni

Secondo quanto viene riportato nel Dup, al 2020, si contano complessivamente 51844 famiglie. Rispetto a quindici anni fa, viene spiegato all’interno, le strutture familiari si sono progressivamente semplificate. Nella fattispecie sono cresciute come numero (+18,2% rispetto al 2000) e contestualmente ridotto il computo di componenti che le compongono. A fronte di un crollo della categoria ‘coppie con figli’ vi è stata un’impennata delle famiglie monogenitoriali, ossia quelle composte da un genitore con uno o più figli, aumentate di oltre il 50%. Tra queste topologie familiari, oltre al classico caso genitore separato o divorziato con figlio/i minorenni, in crescita anche quelle nelle quali il figlio è adulto ovvero con un’età superiore a venti anni (rientra nella casistica il ritardo nel lasciare il nucleo familiare di origine) e anche con età superiore a 40 (ritorno al nucleo di origine a seguito di separazione o per motivazioni economiche o per cura del genitore anziano).

Il vero primato assoluto è rappresentato dalle famiglie con un solo componente. Complessivamente 20352 il dato che rappresenta il 39% del totale. Infine la forte presenza di stranieri ha contribuito a questa fase di cambiamento, piuttosto significativa. Sono nate e cresciute costantemente nel tempo, le famiglie composte da soli stranieri con un numero superiore a 5.300. Inoltre quelle a composizione ‘mista’ le quali hanno al loro interno almeno un componente straniero e rappresentano il 13,5% delle famiglie.

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