“Guerra” delle farmacie, la replica dell’amministratore unico di Farmaciaterni Fausto Sciamanna

“L’unico elemento di certezza è che nessuno ha portato al fallimento questa società”

Sulla questione farmacie interviene l’amministratore unico Fauso Sciamanna: “Mi preme ristabilire, per amore di verità – dice – la situazione dei fatti circa le dichiarazioni del socio unico proprietario di FarmaciaTerni”.

Ecco la replica:

“In primo luogo le analisi dei risultati delle singole farmacie non riguardano, come si vorrebbe erroneamente far credere, solo il margine di contribuzione ma il risultato economico complessivo, una volta attribuito alla farmacia anche la quota-parte dei costi di struttura che sono indispensabili al regolare ed efficace funzionamento dell’azienda nel suo complesso.

Inoltre, se la proprietà intende anticipare scenari funesti – sia in termini mancata approvazione del bilancio, sia in termini di chiusura delle farmacie in perdita, sia in termini di mancato rinnovo dei contratti in scadenza – si faccia carico anche della paternità di tali eventi e delle interruzioni di servizio pubblico che potrebbero essere diretta conseguenza delle proprie scelte.

L’unico elemento di certezza è che nessuno ha portato al fallimento questa società. Anzi, nel bilancio 2017 – di cui si chiede da mesi l’approvazione – sono previsti oltre 200 mila euro da destinare al comune di Terni per pagare gli obblighi del contratto di servizio ed un utile di esercizio, di cui il comune dovrà stabilire la destinazione.

Le vicende dell’anno 2016 con i vincoli posti all’assunzione di personale di farmacia, le conseguenti chiusure di alcune di esse in determinate fasce orarie, determinò una forte perdita ed una drastica riduzione del volume d’affari rispetto all’anno precedente.

Evidentemente la lezione non è servita e nonostante i brillanti risultati del 2017 – grazie anche alle misure di crescita introdotte – si torna ad imporre misure miopi che mirano a depauperare un patrimonio pubblico, fatto di competenze, servizi, fatturati e canoni di locazione delle licenze corrisposti al Comune di Terni.

La macchina che conduciamo ha un motore funzionante che va lubrificato e alimentato di carburante per accelerare sulla strada della crescita. Le misure imposte dalla proprietà tolgono all’azienda, l’uno e l’altro; è dovere di un organo amministrativo serio evidenziare i pericoli di tali scelte.

Da parte di coloro che dicono di avere a cuore le sorti dell’azienda dovrebbe pervenire un contributo al miglioramento e non le solite, reiterate offese personali, le accuse infondate di un clientelismo inesistente ed una deplorevole mancanza di rispetto della dignità della persona e dei lavoratori, delle quali nessuno ha bisogno ma di cui ciascuno sarà chiamato a rispondere nelle opportune sedi giudiziarie.

Quanto poi alle asserite difficoltà dello scrivente nel saper gestire segretarie, si ricorda a qualche sconosciuto professionista su piazza, che durante l’ultratrentennale attività professionale, da me condotta sempre in maniera irreprensibile, ho preferito dedicare il mio tempo piuttosto che al personale di segreteria ai numerosi incarichi professionali ricevuti dai Magistrati del Tribunale di Terni, dai principali Enti Pubblici regionali, dalle società pubbliche e private e dai numerosi clienti che ancor prima del professionista e delle competenze professionali, antepongono alla spocchia e alla presunzione di taluni, l’integrità, l’onesta e l correttezza, valori che hanno sempre ispirato il mio percorso di vita, prima ancora che professionale.

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Non esiste da parte della proprietà un’idea di futuro per la società, solo slogan e becero populismo. È periodo di virus e se non si fa prevenzione è facile prendere l’influenza e la febbre a 40°, “la responsabilità non è del termometro”.

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