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Fave dei morti, una tradizione dolciaria consolidata nel tempo: ingredienti e ‘segreti’ nella preparazione

I dolci della tradizione locale sulle tavole dei ternani: dolci o amarognole a seconda dei gusti

Una forma ovoidale tipica per un dolcetto inconfondibile, anche nel gusto e nel sapore. La festività di Ognissanti e la commemorazione dei defunti rappresentano ghiotte occasioni per assaporare le tradizionali ‘Fave dei morti’ molto in voga, in questi giorni. Oltre ai punti vendita distribuiti in tutto il territorio è possibile acquistarle anche in prossimità del cimitero cittadino, nei vari chioschi allestiti per l’occasione.

Occorre addirittura risalire all’epoca romana, secondo alcune narrazioni, per richiamare una antica tradizione che evoca la ricetta di preparazione delle ‘fave dei morti’. A tal proposito era consuetudine, durante le cene funebri, fare delle offerte ai Lémuri per placarli. Un ‘segreto’ custodito nel tempo come gli ingredienti utilizzati: mandorle dolci, burro, farina, zucchero, uova, cannella in polvere, un pizzico di vanillina ed una scorza grattugiata di limone. Friabili, gustose con varietà dolci ed amarognole, a seconda dei gusti e della tipologia di preparazione.

Diverse le fasi per realizzarle in modo autonomo. La prima consiste nel tritare le mandorle, lasciando intatta la buccia, insieme allo zucchero. Successivamente aggiungere gli altri ingredienti menzionati all’interno di un contenitore, abbinando anche della farina di mandorla zuccherata. Procedere con l’impasto per poi dividere il tutto in palline grandi, all’incirca, come quelle del biliardino. Infine accendere il forno ed inserire il tutto, rivestendo con la carta da forno.

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