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foto tratta da facebook

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“Favole, riffe, tombolate e solidarietà per allietare le giornate”. L’originale idea di un giovane ternano per le attività commerciali ed i cittadini

La storia di Luca Rondoni: “Ho creato un gruppo su facebook dove ognuno ha potuto pubblicizzarsi gratuitamente in modo di creare una rete”

Energia, simpatia, estro, creatività. Nelle scorse settimane avevamo pubblicato una lettera che alcuni commercianti di Terni, avevano inviato alla nostra redazione per ringraziare pubblicamente Luca Rondoni. Dal momento in cui è iniziato il lockdown il giovane imprenditore si è infatti cimentato in molteplici iniziative sui social, per far trascorrere qualche momento di spensieratezza agli utenti. Dal 11 marzo il gruppo ‘Homesweethome Terni’ ha iniziato a decollare raggiungendo centinaia di iscritti, in pochissimi giorni. Gli eventi si sono susseguiti, suscitando interesse e curiosità dilaganti.

Cosa hai pensato quando è stata pubblicata la lettera? “Mi ha fatto piacere, quando ho iniziato il gruppo era prettamente mirato per passare del tempo. Un riconoscimento del genere è sicuramente è stimolante. Ho cercato di rendermi utile per fare qualcosa a supporto delle attività artigianali del ternano, nessuno ci pensa. Siamo fuori da ogni tipo di discorso”.

La sua è infatti una professione molto particolare: “Disegno, taglio e cucio classico in un atelier sartoriale – unico in città - di vecchio stampo. All’interno del gruppo ognuno ha potuto pubblicizzarsi gratuitamente, in modo di creare una rete. Ci ha dato la possibilità di coinvolgere attività che non si conoscevano. Sono nate belle amicizie ed ora siamo quasi in 6000”.

Come nasce l’idea? “All’inizio volevo lanciare corsi basici di taglio e cucito. Ho pensato. Tanto non succederà nulla. Nel giro di un mese siamo diventati più di mille. Mi sono rivolto a Barbara Tosti, la quale ringrazio infinitamente per l’aiuto ed il supporto, che è diventata amministratrice. Da lì ho raccontato favole per bambini, mi sono trasformato in una maga, ballerina di flamenco. La gente era contenta, tanti mi vedevano dall’ospedale, ho ricevuto tantissimi messaggi. Ho regalato 2000 mascherine fatte in due notti con il mio tessuto. Me le chiesero da un reparto del nosocomio. Non erano presidi chirurgici ma nei primissimi giorni dell’emergenza erano meglio di niente. Da lì è originata la parte più divertente, quando ho visto che le attività si appoggiavano sono iniziate riffe, tombolate insomma facevano tanta compagnia. Qualcuno mi ha anche accusato di far pagare la pubblicità, ma non è così, non è il momento di far pagare nulla a nessuno. Hanno partecipato cartolibrerie, ristoranti, parrucchieri, negozi di abbigliamento, gioiellieri, estetiste per citarne alcune di categorie”.

La Marino Card: “E’ stata lanciata successivamente. Una sorta di accesso a sconti di prodotti venduti, dalle attività aderenti. Ne abbiamo realizzate circa 250 con un centinaio di aziende coinvolte. Sono andato nei negozi a fare delle dirette, tra tutte ne abbiamo realizzato una con 10 mila visualizzazioni. A me tutto ciò ha portato dei benefici – ammette Luca - la visibilità è sicuramente cresciuta. Promuovendo anche il lavoro, il gruppo su facebook mi ha aiutato a coprire le spese. Contestualmente bollette, costi fissi, fornitori ci sono ogni mese. Purtroppo il comparto del wedding è stato escluso da qualsiasi discussione. Sono stato costretto a reinventarmi. Le stoffe detenute le ho rigirate a pret a portrait veloci a metà prezzo. Ho perso 50 mila euro di fatturato a causa del lockdown, poi anche a Natale è stata un’altra botta. Continuiamo a fare questi eventi, è una cosa molto carina”.

Cosa ti ha fatto maggiormente piacere? “Nessuno o pochissimi si sono tolti da ‘Homesweethome Terni’. Spesso accade che ti iscrivi, ti stufi e te ne vai. Un senso di leggerezza che ha risollevato il morale delle persone. Abbiamo raccolto anche 1200 euro per la Croce rossa italiana. Ci hanno dato un piccolo riconoscimento.

Il grande mondo degli eventi che coinvolge diverse professionalità e l’emergenza sanitaria in auge: “Abbiamo perso cose che non torneranno. Il diciottesimo anno di età, il venticinquesimo o cinquantesimo anno di matrimonio non lo festeggeranno più, diversamente dal matrimonio che invece si può rimandare. Il settore dell’abbigliamento è stato chiuso definitivamente e non siamo stati aiutati a dovere. Il ristorante compra quando ha ordinazioni, noi acquistiamo con mesi di anticipo, anche di sei”. Infine Luca Rondoni anticipa un’iniziativa: “Con questo eco e visibilità ricevuta, cercherò di far qualcosa a livello istituzionale. Vorrei far capire le esigenze del comparto. La città muore, la situazione è drammatica e spero di ricevere il supporto di tutti gli iscritti”.

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