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Aiutiamoli a vivere, mano tesa ai bambini dell’Ucraina: via ai progetti di accoglienza temporanea

La fondazione ha ricevuto dal governo l’accreditamento per operare su tutto il territorio del Paese in guerra. Invitato a Terni il presidente dell’Oblast, Volodymyr Chubirko

Dopo la decima missione in Ucraina dove sono stati portati gli aiuti umanitari a Yasinia, Vynohradiv e Užhorod, la fondazione Aiutiamoli a vivere ong ha incontrato gli organi istituzionali dell’Oblast della Transcarpazia dove sono state poste le basi dell’accreditamento per operare in tutto il territorio dell’Ucraina. Certificazione di cui sono stati informati i 250 comitati sparsi in Italia e che consente alla fondazione di operare su tutto il territorio della Repubblica di Ucraina, “sia per quanto riguarda la ristrutturazione dell’ospedale di Yasinia, sia per quanto riguarda l’accoglienza temporanea di bambini ucraini, con la sola richiesta da parte del governo ucraino che siano figli di padri in guerra o morti in guerra”.

Aiutiamoli a vivere ha invitato ufficialmente il presidente dell’Oblast di Zakarpattia, Volodymyr Chubirko, nella sede nazionale della fondazione a Terni, nel periodo che sarà scelto dalla delegazione ucraina tra il 25 agosto e il 25 settembre. In quella occasione, saranno illustrati a comitati e famiglie italiane che ne faranno richiesta, modi, tempi e costi per l’accoglienza temporanea di un bambino ucraino.

La fondazione Aiutiamoli a vivere ONG, come ha sempre fatto con i bambini bielorussi, formulerà i progetti di accoglienza temporanea al comitato minori istituito dal ministero del lavoro per avere l’autorizzazione all’ospitalità.

“Nella quota stabilita – spiega la fondazione in una nota - ci saranno, oltre ai costi del viaggio, anche quelli assicurativi che copriranno, come sempre obbligatoriamente, tutte le spese mediche per infortuni, malattie e ricoveri ospedalieri. Naturalmente il gruppo di minori (dai 7 ai 16 anni) sarà accompagnato da un’interprete e da un funzionario governativo, di norma insegnante o responsabile della provincia di appartenenza del minore. Nel progetto di accoglienza temporanea di 30 giorni potranno essere previsti incontri periodici di gruppo e attività ludico-formative per tenere unito il gruppo e contestualmente, anche, la possibilità di ascoltare le esigenze lavorative delle famiglie italiane accoglienti il bambino ucraino per rendere più agevole la permanenza in Italia”.

“L’invito che possiamo fare a tutti i comitati è di cominciare ad informare le famiglie e acquisire la loro disponibilità per farci operare. La fondazione fornirà tutte le informazioni inerenti la formulazione del progetto, dei costi e i relativi documenti richiesti”.

Per quanto concerne i bambini bielorussi, Aiutiamoli a vivere spiega che “si continuerà ad ospitare quelli malati di fibrosi cistica accompagnati dalle mamme, quelli bisognosi di cura e a sostenere tutti gli altri, in attesa di ipotesi percorribili senza incorrere nelle sanzioni e nelle denunce, con le spese personalizzate online a sostegno di orfanotrofi, case famiglie o famiglie bisognose come abbiamo fatto durante il periodo di Covid e continuiamo a fare ancora oggi con grande soddisfazione per i risultati conseguiti”.

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