Fondazione Carit, un tesoro da quasi 210 milioni di euro: sanità, arte e cultura per far crescere Terni

Il bilancio di Palazzo Montani, in quattro anni investiti circa 20 milioni di euro. Dal nuovo PalaTerni ai quadri acquistati nelle più grandi case d’asta del mondo: i progetti per la città

Il sostegno economico alla realizzazione del nuovo PalaTerni è – probabilmente – l’intervento più “mediatico” che la Fondazione Carit ha effettuato negli ultimi anni. Ma nel bilancio consuntivo presentato oggi a Palazzo Montani Leoni di cose fatte (e da fare) ce ne sono diverse. Arte, cultura, sanità, progetti. E un numero. Altrettanto significativo.

Si parte dai numeri, dunque. Nel periodo 2016-2019 la Fondazione ha erogato sul territorio 20 milioni e 600mila euro tra bandi ed iniziative proprie. Quattro anni in cui ha accresciuto e consolidato anche il proprio patrimonio, portandolo da 196.344.044 a 208.698.319 euro. Il consiglio di amministrazione, presieduto da Luigi Carlini, in questi 4 anni ha anche pensato a potenziare il fondo stabilizzazione, costituito con la funzione di garantire, in un’ottica pluriennale, una costante attività erogativa. Il fondo è passato da una consistenza di 6.074.106 euro del 2016 a oltre 10 milioni di euro nel 2019.

Passando all’esame del consuntivo 2019, “a fronte di una situazione economico–finanziaria particolarmente complessa, seppure migliore rispetto al 2018 – spiegano dalla Fondazione - caratterizzata comunque dall’incertezza e dalla volatilità dei mercati, il bilancio 2019 traccia una performance positiva che ha portato la Fondazione Carit a conseguire un avanzo di esercizio di 15,5 milioni di euro. Un risultato eccezionale, che consentirà nel 2020 di erogare la somma di 11.358.000 euro nei sei settori di intervento, avendo comunque effettuato anche tutti gli accantonamenti previsti dalla normativa di riferimento e nella massima misura”.

IMG_2930-foto A.Mirimao-2“Il bilancio consuntivo costituisce un momento molto significativo nella gestione di una Fondazione di origine bancaria – spiega il presidente Carlini - in quanto non rappresenta soltanto un documento di rendicontazione contabile, ma è la sintesi del lavoro svolto in un anno solare a favore della comunità e del territorio dagli organi e dallo staff”, che Carlini “vivamente ringrazia”. “In questo esercizio - prosegue Carlini - il bilancio assume un valore ancora più significativo, in quanto giunge al culmine di 4 anni di consiliatura, al termine di un mandato completo, svolto ed esercitato da un consiglio di amministrazione fortemente coeso su obiettivi e strategie istituzionali per il benessere sociale e culturale della collettività”.

Dopo i numeri, si passa ai “fatti rilevanti accaduti nel 2019” tra cui la Fondazione elenca il “restauro e risanamento del piano terra del cinquecentesco palazzo Montani Leoni” i cui saloni “ammodernati e restaurati, sono oggi destinati ad attività convegnistiche, a mostre e concerti organizzati dall’Ente come iniziative proprie”. Menzione, ovviamente, per il nuovo palasport di Terni. “Per la Fondazione si tratta di una iniziativa di rilevante importanza strategica e sociale. Con il palasport si concretizza la volontà di andare oltre le erogazioni mediante i bandi e le iniziative proprie, partecipando in proprio o in sussidiarietà alla realizzazione di grandi opere, indispensabili allo sviluppo del territorio”.

Non meno importante è il progetto “Centro della cultura e dell’arte” che “prevede un utilizzo polifunzionale dell’immobile già sede della Banca d’Italia in piazza Tacito, incentrato sulla costituzione di un centro della cultura e dell’arte. Un polo museale, un grande spazio sperimentale con una programmazione culturale multidisciplinare comprendente l’arte, il teatro, la danza, la musica, la moda, la grafica, il cinema. Si potranno ospitare mostre temporanee realizzate con il prestito di opere dei depositi museali italiani (Museo degli Uffizi, Musei capitolini di Roma, Galleria d’arte di Roma, ecc.).

Anche se non c’entrano con il consuntivo 2019, non vanno però dimenticate le risorse che la Fondazione ha messo a disposizione dell’ospedale di Terni per la gestione dell’emergenza Covid e che rientrano in un più ampio progetto che per il 2020 prevede un impegno di spesa in sanità di circa 5 milioni di euro.

E poi qualche curiosità. Nel 2019 la Fondazione, per inaugurare i rinnovati locali a piano terra di palazzo Montani Leoni, ha organizzato la grande mostra Immaginaria. Logiche d’arte in Italia dal 1949, curata dal professor Bruno Corà con la collaborazione della Fondazione Burri di Città di Castello. La mostra ha registrato oltre cinquemila presenze nel periodo dicembre 2019-marzo 2020.

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Sempre lo scorso anno, la Fondazione ha acquistato alcune opere per la propria collezione d’arte. Si tratta un olio su tela raffigurante Giuditta che mostra la testa di Oloferne ai Betuliani, realizzato da Girolamo Troppa (Rocchette, Sabina 1630- after 1710 Roma) acquistato da Sotheby’s a New York, di un dipinto su tela raffigurante Nature morte aux hortensias, roses, coquelicots, jacinthes, hellébores, oeillets, tagètes, liserons et anémones dans un vase sculpté, posé sur une table avec des raisins, des prunes, et de papillons realizzato da Coenraet Roepel (La Haye, 1678-1748) e aggiudicato da Sotheby’s a Parigi e infine di due bellissime tele di scuola fiamminga raffiguranti l’estate e l’autunno, opera di Sebastian Vrancx (Anversa 1573-1647) acquistate da Christie's a Londra

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