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Giovedì, 7 Luglio 2022
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Fontana di piazza Tacito, tutela dei deboli ed accessibilità: “Sconsigliato ed impossibile adeguare il marciapiede”

L’assessore ai lavori pubblici Benedetta Salvati risponde all’interrogazione di Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis sull’abbattimento delle barriere architettoniche

Una visione per tutti, senza alcuni tipo di distinzione. I consiglieri Pd Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis, nelle scorse settimane, avevano presentato un’interrogazione con la finalità di consentire “alle persone disabili, di accedere alla fontana di piazza Tacito”. Una richiesta pervenuta anche da Gianfranco Colasanti, presidente regionale di Unmil, il quale aveva dichiarato: “L’unica soluzione percorribile è quella di posizionare una rampa e collocare delle fioriere, garantendo una via di accesso alle persone diversamente abili”.

L’assessore Benedetta Salvati ha pertanto risposto, in forma scritta, all’interrogazione formulata dai consiglieri dem, specificando alcuni aspetti: “Durante le fasi progettuali, sono state prese in esame le “linee guida ministeriali per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi d’interesse culturale” e si è proceduto a valutare se ricorrevano o meno le condizioni per applicare la deroga prevista in questi ambiti dalla L.13/89 e delle altre normative di settore”. La prima sottolineatura: “Occorre ricordare che in alcuni casi, come quello della fontana, l’accessibilità poteva realmente rappresentare una condizione di pericolo per la sua conservazione, in quanto gli interventi di adeguamento sarebbero di tale impatto da entrare in contrasto con le più elementari istanze di tutela del monumento.”

Più nello specifico: “Nel caso del marciapiede di coronamento, realizzato con elementi monolitici di granito, si era di fronte ad un ostacolo impossibile da superare, soprattutto per i disabili motori, a causa del notevole dislivello presente tra il piano di calpestio della piazza e del marciapiede (superiore a 20 cm), dalla limitata larghezza dello stesso pari a 60 centimetri, dalla composizione materica degli elementi costruttivi che non possono essere abbassati. Inoltre per il sistema di regimentazione delle acque della piazza, costituto da una batteria di bocche di lupo realizzate intorno al marciapiede della fontana e per ultimo per il posizionamento del monumento al centro di un crocevia”.

Ed ancora: “Gli elementi descritti sono strettamente connaturati con il monumento storico, al punto da costituire non soltanto buona parte della sua identità architettonica, ma anche la sua stessa consistenza materica e delle sue qualità formali. In altre parole degli stessi valori che il progetto di restauro si prefiggeva di tutelare. Pertanto era sconsigliato quanto impossibile, adeguare il marciapiede della fontana, in quanto le opere avrebbero alterato l’identità formale del monumento sul piano della lettura della sua composizione architettonica originaria, a discapito di un utilizzo che avrebbe reso comunque necessari interventi antieconomici e fortemente impattanti”.

A conclusione: “Il processo di recupero del monumento identitario della città è stato regolarmente improntato, nel rispetto dei principi normativi e quindi concluso regolarmente”.

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