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Fontana di piazza Tacito: “Il principale simbolo della città. Rinascita dopo momenti particolarmente duri”

Nel pomeriggio l’accensione della Fontana di piazza Tacito senza inaugurazione proprio per evitare gli assembramenti all’aperto

Rinasce la fontana di piazza Tacito, dopo una serie di interventi di restyling durati circa due anni. Nel corso della giornata di oggi, mercoledì 29 dicembre, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione mentre nel pomeriggio è prevista l’accensione, seppur senza inaugurazione ufficiale, proprio per evitare gli assembramenti all’aperto.  

“Viviamo un momento importante, poiché stiamo parlando di un qualcosa di significativo” ha esordito il sindaco Leonardo Latini. “Le comunità si reggono su tanti aspetti: reti di solidarietà, politica che dà indirizzi, storia comune e sistema socioeconomico. In questo caso, c’è qualcosa di più profondo, istintivo, quasi ancestrale. La fontana è il principale simbolo della città. Giunti al termine di un iter stimolante ed ambizioso, ci auspichiamo che torni a svolgere la funzione di tenere insieme la comunità”.

Il primo cittadino ha poi aggiunto: “Ci riporta a tanti momenti vissuti tra sogni, speranze, successi, delusioni. La fontana simboleggia la natura, l’acqua, il dinamismo industriale, in una terra dove natura ed industria si sono sposate dall’inizio. Una grande emozione aver seguito queste fasi di un simbolo così importante di innovazione, dinamismo, modernità e tradizione, futurismo e razionalismo. C’è tutto nella nostra bellissima Terni. Nei simboli occorre trovare la sintesi. Un messaggio di fiducia, resistenza, unità, orgoglio. Tanti bambini non l’hanno mai vista, una rinascita vera di una città che ha attraversato dei momenti particolarmente duri”.

A seguire il vicesindaco Benedetta Salvati: “Fin dall’insediamento di questa giunta, l’obiettivo è stato quello di far ripartire il cantiere. Un intervento complesso ed impegnativo anche per gli imprevisti che hanno ostacolato le attività. Sono ben trenta le ditte che vi hanno lavorato. Il restauro è durato circa due anni. Siamo riusciti nell’intento, grazie ad una straordinaria collaborazione con soggetti istituzionali e non. Il momento è molto difficile pertanto non ce la siamo sentita di fare un’inaugurazione. Di sicuro tornerà ad essere il cuore pulsante della città”.

Il presidente della Fondazione Carit, Luigi Carlini ha rimarcato che “è la seconda volta che la Fondazione Carit interviene, dopo il 1995. Ricordo il ruolo di attore protagonista della Fondazione che si è impegnata nell’arco di tre consiliature. In questi otto anni non è stata solo il massimo finanziatore dell’opera ma anche ideatrice di restauro del simbolo della città. Auspichiamo pertanto che sia mantenuta, conservata grazie anche alla partecipazione della cittadinanza. Il Comune deve svolgere un’attenta manutenzione, secondo le prescrizioni indicate dalla Soprintendenza”.

Per il Raggruppamento zodiaco ha parlato Carla Tomasi spiegando il motivo del distacco dei mosaici: “Non potevano più assolvere il compito di far scivolare l’acqua sulla superficie. Le tessere si erano disgregate in modo eterogeneo e pertanto c’erano dei dislivelli notevoli, anche di un centimetro. Il lavoro svolto, a livello collegiale, ha sicuramente dato importanti frutti”.

Infine il Rup Federico Nannurelli: “Sono ventisette anni che lavoro presso il Comune e mai ho avuto l’onore di poter seguire un’opera di tale rilevanza. Una grande emozione arrivare a compimento di questo percorso. La sfida futura è quella della manutenzione e, da parte nostra, l’attenzione sarà massima”.

Alla conferenza hanno partecipato il presidente di Asm Mirko Menecali, il presidente del SII Carlo Orsini. Inoltre Marcangeli srl, Tapojarvi, Pac 2000 ed altri sponsor.

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