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Martedì, 23 Aprile 2024
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Terni, il sogno di Francesco volato a Los Angeles per gli ‘Emmy Award’: “Orgoglioso del percorso compiuto e sorpreso dalla candidatura”

Il professionista vive a Londra e lavora come fonico di presa diretta: “Quando posso torno a Terni per riabbracciare famiglia ed amici”

Un percorso che assomiglia ad una escalation professionale. Correva l’anno 2008 quando Francesco Corazzi decise di optare per una vacanza-studio a Londra. Un viaggio che, di fatto, anticipò una vera e propria scelta di vita. In quei giorni durante la vacanza, quasi per caso, consultò un volantino. All’interno veniva indicato un corso pre-universitario. Un anno dopo, conseguito il diploma, il nuovo viaggio verso la capitale britannica per frequentare quel corso, ed iniziare il suo percorso.

Il ricordo di Francesco: “Ricordo di averlo esaminato, quasi per caso. Veniva pubblicizzato un corso pre-universitario dedicato a cinema, televisione, fotografia, design. Occorre precisare che Londra, come capitale, aveva sempre attratto il sottoscritto per la musica, la cultura che avevo osservato da Terni. Durante quel periodo – esordisce alla nostra redazione di www.ternitoday.it - ho maturato una forte predisposizione per il cinema e la televisione”.  

Il proseguo: “Ho avuto l’opportunità di iscrivermi successivamente ad un corso universitario, per poi conseguire una laurea in cinema e televisione”. La particolarità che ha fatto la differenza ereditata dal passato: “Insieme ad alcuni amici a Terni condividevamo la passione per la musica. Avevamo infatti costituito una band e pertanto era stato possibile maturare delle esperienze nel campo ‘audio’. Durante gli studi universitari questa peculiarità è emersa poiché ero l’unico che aveva dimestichezza con microfoni, post produzioni. Alla fine è capitato di ritrovarsi a curare la parte sonora dei progetti”.

Una volta terminati gli studi una ulteriore scelta: “Restare a Londra ha portato dei benefici enormi, sotto il profilo lavorativo. Come capita in questi casi è necessario un periodo di formazione, o meglio gavetta. Ho cominciato a lavorare per piccole produzioni, all’interno di un’azienda che forniva strumentazione audio-video per show televisivi e produzioni cinematografiche. Sono entrato come assistente del magazzino, per poi crescere di posizione e diventare fonico di presa diretta. Due anni e mezzo davvero formativi, prima di scegliere la strada della libera professione”.

L’ascesa di Francesco, nel settore, è stata eloquente: “E’ stato possibile lavorare per grandi produzioni televisive inglesi, per poi incentrare l’attività su documentari e show televisivi per i più famosi servizi di spettacolo streaming come Netflix ed Amazon Prime. Partecipando alla produzione di ‘The sound of 007” insieme ad altri colleghi è arrivata una comunicazione, piuttosto inattesa quanto gradita, da Amazon Studio. Siamo infatti stati candidati per il ‘Primetime Emmy Award’ come miglior suono. A quel punto è stato possibile volare con destinazione Los Angeles per partecipare alla serata che ha visto vincitori, nell’apposita categoria, una produzione dedicata a David Bowie”.

Il sogno di Francesco: “Un orgoglio aver partecipato ad una cerimonia così tanto importante. L’idea di essere stati selezionati ha naturalmente mitigato la mancata vittoria del premio. Molte persone ci mettono anni ed anni per arrivare fin li. E’ sembrato meno vano aver lasciato famiglia, amici e affetti di una vita”. Cosa ti manca, a questo proposito, di Terni: “Tutto. Probabilmente poi con gli anni si rivalutano tanti aspetti che, magari, vivendoli sul momento non vengono apprezzati appieno. Quando ho preso la decisione di restare a Londra ho capito che forse era giusto scoprire qualcosa di nuovo. Restando in Italia, non sarei riuscito a fare la stessa carriera. Tuttavia cerco di tornare a Terni ogniqualvolta che è possibile, apprezzando le tante bellezze offerte dal territorio come Sant’Erasmo, la Valnerina, la cascata delle Marmore”.

Infine una curiosità sul lavoro svolto: “Il fonico di presa diretta registra ogni aspetto dell’audio sul set, sulla location. Incentrando molto la professione sui documentari cerco di riprendere dettagliatamente ogni singolo suono emanato per consentire di cogliere l’essenza della location, dei suoi dettagli e di tutto ciò che gravita attorno”.

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