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Convento di San Pietro, quale futuro?: “L’interesse della città è quello di recuperare il chiostro”

Il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi è tornato sull’argomento sottoponendo la questione all’assessore Melasecche

foto di repertorio

Quale futuro per il Convento di San Pietro?. La storica struttura, situata all’interno del centro cittadino, è stata oggetto di uno scambio di vedute tra il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi ed Enrico Melasecche. Il consigliere infatti, approfittando del tema relativo agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ha sottoposto le proprie riflessioni all’assessore: “L’Ater ha tramesso i progetti esecutivi al comune. La decisione da prendere è urgente poiché l’iter va avanti. Chiedo: si può rimediare a quello che il centrodestra allora opposizione e anche lo stesso assessore definì come un grandissimo errore a danno di un bene culturale così importante?. Ho sempre apprezzato la sua coerenza politica e allora mi domando: la sua idea su questo intervento Ater è cambiata da allora?”.

“L’allora giunta vendette una porzione per fare cassa. Una scelta sicuramente sbagliata” ha affermato Melasecche. “Oggi la soluzione c’è, se fosse possibile, andando a restituire all’Ater la somma percepita. L’iter è comunque complesso tenendo conto delle guarentigie e della stratificazione di normative, senza dimenticare le aspettative detenute da scuola e chiesa. Cosa si intende fare?. Al momento non lo so. L’interesse della città è recuperare il chiostro. Di sicuro il comune ha il dovere di restituire alla scuola alcune stanze di cui ha bisogno. Inoltre sussiste un interesse della parrocchia, a svolgere un servizio sociale. Infine la mission dell’Ater nel mettere a disposizione gli appartamenti. La soluzione non è semplice anche perché, è bene ricordare, è stata ereditata una situazione di dissesto”.

Il consigliere Michele Rossi, proprio con la sua associazione ‘Terni città futura’ espresse, a suo tempo, la propria contrarietà alla vendita. Nel corso del dibattito ha aggiunto: “Non per forza di cosa l’amministrazione deve dare i soldi all’Ater. Potrebbe risolvere il tutto attraverso compensazioni o agevolare accordi”. A tal proposito lo stesso Rossi aveva depositato un atto di indirizzo, in merito. 

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