Carsulae fuori dalla proroga del sistema museale, torna l’attenzione sulla “questione” lavoratori

Il sito archeologico di Terni passerà direttamente alla nuova gestione della cascata delle Marmore, il 9 ottobre si aprono le "buste". In corso le trattative tra amministrazione comunale e sindacati

Carsulae e sistema museale, due questioni spinose che, ieri pomeriggio, sono state al centro del confronto tra Cgil e amministrazione comunale.

Argomento principale dell’incontro doveva essere proprio il futuro del sistema museale ternano: dopo la gara deserta dei mesi scorsi, Palazzo Spada sta decidendo come muoversi. Tra le ipotesi, quella di uscire nuovamente con un bando dalle caratteristiche similari, ma con più soldi, oppure lo spacchettamento della gestione, con una reinternalizzazione per pinacoteca, Paleolab e museo archeologico, e una gara separata per la gestione del Fat e del Teatro Secci. Su questo fronte, le indiscrezioni sono davvero poche: si sa solo che si sta continuando a lavorare per individuare la soluzione migliore.

L’altra questione avrebbe riguardato invece Carsulae e i lavoratori attualmente impiegati nel centro visita. A tal riguardo, il dubbio c’è stato fino all’ultimo e, alla fine, si è verificato quello che era nell’aria: il destino dei lavoratori impiegati nel centro visita dovrà essere preso in esame prima della fine dell’anno perché il sito archeologico non rientrerà nella proroga dell’affidamento del sistema museale.

La situazione è abbastanza complessa a causa dello “spostamento” di Carsuale che, fino ad oggi, rientrava nella gestione del sistema museale, ma che a breve entrerà a far parte del “mondo” cascata delle Marmore. La gestione del centro visita Ciotti, infatti, è stata inserita tra i servizi “opzionali” della gara per la gestione per il parco naturalistico, il cui nuovo affidamento dovrebbe partire dal 1° novembre.

La proroga senza Carsulae

La perplessità emerge nel momento in cui il Comune avrebbe proposto agli attuali gestori del sistema museale (Civita, Indisciplinarte, Alis e Actl) una proroga fino a fine anno per espletare la nuova gara. A rigor di logica, Carsulae, facendo parte del contratto in essere, sarebbe dovuta rientrare proprio in questa proroga. Fatto, questo, che aveva fatto prendere tempo ai sindacati per trovare una soluzione, dopo le intricate questioni dei lavoratori della cascata, anche per gli operatori di Carsulae che non sono tutelati dalla clausola sociale prevista nella procedura della cascata.

La proroga proposta ai gestori, tuttavia, non considererebbe Carsulae: questo significherebbe che, dal 1° novembre, ad aprire il centro visita dovrebbero essere coloro che si aggiudicheranno la gestione della cascata.

Quando il problema era emerso all’indomani della pubblicazione del bando per l'area naturalistica, i sindacati erano stati rassicurati dall’amministrazione comunale che i lavoratori di Carsulae non avrebbero perso il posto di lavoro. Ma di scritto, attualmente, non c’è nulla: solo una clausola sociale assente proprio per gli operatori del centro visita di Carsulae nel capitolato e un orario invernale della Cascata che prevede, fino a febbraio, l’apertura nei soli fine settimana. Una manciata di ore che stanno già creando difficoltà ai lavoratori impiegati alle Marmore, che almeno per ottobre, si sono visti tagliare drasticamente le ore di lavoro (circa 35 ore di media per l’intero mese). Insomma, le questioni da districare sono molteplici.

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Il prossimo 9 ottobre saranno aperte le buste con le relative offerte economiche per la gestione della cascata delle Marmore. Si saprà insomma, anche se in forma ancora provvisoria, chi avrà le “chiavi” della cascata e come sarà stato – eventualmente – organizzato il servizio per Carsulae. L’agenda di Palazzo Spada prevede un nuovo incontro coi sindacati nelle ore successive alla giornata del 9 ottobre per riaprire le trattive e cercare di evitare emorragie di posti di lavoro.

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