rotate-mobile
Attualità San Gemini

San Gemini, la Giostra dell’Arme al debutto: “Riscopriamo la famiglia medievale del borgo. Un salto all’indietro nel tempo”

Il racconto di Lodovico Scibinitti dell’Ente Giostra: “Torniamo alla cosiddetta normalità dopo due anni caratterizzati dall’emergenza sanitaria”. Venerdì 23 settembre l’atteso quanto insolito esordio

Un attesissimo quanto insolito debutto. La XLIX Edizione della Giostra dell’Arme scatterà ufficialmente venerdì 23 settembre per poi concludersi il 9 ottobre. “Un affare insolito (il debutto di venerdì ndr) per chi conosce bene questo evento, eppure una scelta necessaria, per incontrare le esigenze dell’amministrazione comunale in vista delle elezioni che si terranno domenica 25 settembre”.

Un programma denso di appuntamenti, come di consueto, per una delle iniziative più sentite del territorio. Dagli albori ai giorni d’oggi: “La Giostra dell’Arme nasce primi anni 70 come giochi popolari abbinati alla festa del patrono” ricorda Lodovico Scibinitti alla nostra redazione di www.ternitoday.it. “Si festeggiava l’evento religioso, andando ad organizzare delle feste popolari. Da questi eventi, a forte connotazione sociale, è stato poi possibile evolversi, anche grazie allo studio di alcuni reperti e documenti storici, conservati negli archivi comunali. La figura del patrono - un militare divenuto poi eremita – è stata poi presa come spunto per dar vita ad una vera e propria rievocazione, a partire dal 1974”.

Quarantanove anni di storia: “La competizione è divenuta poi un torneo cavalleresco, andando a migliorare i dettagli, anno dopo anno. Una cura minuziosa dell’estetica ed elementi di natura storica che hanno consentito alla Giostra di evolversi e detenere un grande spessore”. La tematica scelta: “Abbiamo voluto rievocare la vita del borgo che si risveglia, all’interno di quello che era presente nei meandri più nascosti. Non è infatti corretto parlare di Medioevo come epoca prettamente cupa” afferma Scibinitti. “La quotidianità di quel periodo selezionato, risalente tra il 1250 e 1300, deve essere osservata in modo positivo”.

Una serie di quadri viventi per tornare indietro nel tempo: “Grazie alle ricostruzioni fedeli riportate negli scritti storici, focalizzeremo l’attenzione sulla questione dell’alimentazione, differenziata tra quella del popolo e quella dei ceti più abbienti. Tutto ciò verrà snocciolato in quattro incontri all’interno dei quali una ricercatrice storica, docente di cucina medioevale, proporrà degli show cooking ai partecipanti. Inoltre ci saranno delle conferenze, lo sviluppo delle arti e dei mestieri dell’epoca”. Una curiosità: “I picchiarelli rappresentano una estensione folcloristica ma non sono un piatto medievale poiché, gli ingredienti utilizzati, ancora non erano conosciuti in quel periodo”.

Organizzare eventi di questa portata non è assolutamente facile: “Ci sono i rioni Piazza e Rocca oltre l’Ente Giostra. Oltre ad avvicinarci alla 49edizione, si parla di quella numero cinquanta poiché abbiamo già iniziato ad attivarci. Durante l’anno ci si ritrova a cadenza regolare, mentre le riunioni si infittiscono con l’arrivo dell’estate, anche tre volte a settimana. Molteplici le cose da fare: dalla preparazione dell’investitura alle fiaccole, fino agli striscioni, grafiche, foto per citarne alcune. Gravitano attorno alla festa circa 300 volontari, residenti ma anche persone provenienti da fuori comune. Chi è capitato a San Gemini poi si lega a questa splendida atmosfera percepita. Anche la sala costumi è un atro cuore pulsante. Il lavoro svolto dura tutto l’anno, dettato esclusivamente dalla passione”.

Una predilezione che nasce da lontano: “Il legame con il patrono, la devozione, l’aspetto religioso da conservare e preservare. Tutto ciò si è trasformato negli anni in una passione sociale. Una socialità – rimarca Scibinitti - che ha trasportato tanta gente, trovando una comunità pronta a sacrificare il proprio tempo da dedicare alla festa. Sono 40 anni che sono al di dentro e ricordo negli anni 70 questa grande, immensa voglia di socializzare e condividere un qualcosa di unico, magico. Se pensiamo che all’interno dei rioni sono nate anche storie d’amore. Per noi la Giostra era come whatsapp per i giovani di oggi. Solo che l’aggregazione nasceva nella vita reale. Il coinvolgimento dei ragazzi di oggi è più complicato. Anche se presente ci sono anche altri diversivi”.

Infine Lodovico Scibinitti tiene ad annunciare un’altra piccola quanto significativa novità: “Per la prima volta abbiamo deciso di investire su di un ufficio stampa per far conoscere ulteriormente la giostra al di fuori del territorio. Deteniamo anche un social media manager e di specialistici che si occuperanno di foto e video”. Manca davvero poco per l’inizio che si annuncia: “Con il botto” per l’edizione numero quarantanove che finalmente coincide con il ritorno alla normalità.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

San Gemini, la Giostra dell’Arme al debutto: “Riscopriamo la famiglia medievale del borgo. Un salto all’indietro nel tempo”

TerniToday è in caricamento