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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Giovane ternana racconta la propria arte: “Stato d’animo, visione e pensiero riprodotti attraverso la fotografia”

Intervista ad Amanda Rosi: “Il singolo artista cerca di raccontare temi che lo coinvolgono. Ad esempio, nel caso della sottoscritta l’incomunicabilità e rapporto tra la materia fisica e ciò che è impalpabile”

Una giovane artista capace di sapersi trasformare in imprenditrice, andando a coniugare due mondi non del tutto dissimili. Nei giorni scorsi Amanda Rosi ha partecipato al Venice Experimental ovverosia un festival di videoarte e performance internazionale, nel quale vengono selezionati e partecipano artisti provenienti da tutto il mondo, presentando ‘Ologrammi’. Il suo è un percorso legato al mondo dell’arte con una particolarità da raccontare: “Nel momento in cui ho capito come funzionava il sistema all’interno, ho deciso di allontanarmi dallo stesso, a seguito di alcune esperienze negative”. La grande passione coltivata nel tempo però non ha scalfito il desiderio di creare arte, attraverso fotografia e video.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it Amanda Rosi ripercorre i tratti salienti della sua vita professionale: “Sono nata e cresciuta a Terni. Ho dapprima completato un percorso di studio all’Accademia delle belle arti per poi specializzarmi attraverso un master in General Management e Marketing. L’idea iniziale era quella di abbinare la passione dell’arte ad una serie di competenze nell’ambito dell’organizzazione di mostre, eventi anche sotto il profilo dell’applicazione al marketing. Un percorso che è cominciato piuttosto bene, anche grazie ad una serie di contatti e relazioni che sono riuscita a tessere. Dieci anni importanti, all’interno dei quali avverti il bisogno di creare un qualcosa di personale, autentico, proprio. Tuttavia ho scoperto tante cose che non andavano, poi confermate sul momento e ho pensato di dar vita ad un percorso parallelo quanto autonomo”.  

Gli sviluppi: “Ho trascorso un periodo dove ero poco ispirata, anche a seguito delle delusioni provate. Tuttavia lavorando nel mondo degli eventi e del marketing sono riuscita a mettere a fuoco ulteriori competenze, spendibili nel web marketing, dando vita ad un’agenzia denominata Meta Digitale. Sentivo il bisogno di riprendere in mano l’attività artistica – precisa Amanda – anche se aprendo un’agenzia il tempo da dedicare è sempre poco”. Il periodo del Covid: “Ritrovandomi isolata e avendo più tempo, energie, ispirazioni conservate, ho ricominciato ad unire la fotografia, abbinando il montaggio video. In realtà – precisa – la passione in ambito delle arti visive, era quella del cinema. Grazie ad un po' di materiale accumulato è stato possibile ripartire”.

Sperimentare per crescere e realizzare i progetti concepiti: “Cercando di utilizzare materiale ‘povero’ per far veder qualcosa di materico, reale. Quando utilizzo il digitale cerco di tirare fuori delle immagini che non richiedono un foto ritocco. Le immagini che realizzo sono prevalentemente foto di nudo e ritratti”. I messaggi da trasmettere: “Il singolo artista cerca di raccontare temi che lo coinvolgono. Ad esempio, nel caso della sottoscritta l’incomunicabilità e rapporto tra la materia fisica e ciò che è impalpabile ovvero il pensiero, il sentimento e l’essenza”. In questo contesto il web marketing ha inciso positivamente, dopo la ripresa: “La creazione dei contenuti è utile in ottica di pianificazione. Utilizzando i canali digitali in modo intelligente è possibile pubblicizzare l’attività svolta dagli artisti. Avere a disposizione mezzi e conoscenze poi aiuta ulteriormente. Mi sono rivolta anche ad altri professionisti proprio per stimolarli a tirar fuori le proprie opere, senza essere ‘vittime’ del mondo e del mercato dell’arte”. 

Il rapporto tra l’artista ed il soggetto fotografico: “Ogni volta spiego ciò che voglio trasmettere cosicché possa interpretare lo stato d’animo, la visione, il pensiero. Una sorta di attore che deve conoscere ciò che deve interpretare sia con il corpo che con l’espressione. La fotografia diventa perciò un mezzo. Lo sforzo creativo di rappresentare cosa voglio tirar fuori, nel processo creativo che si avvicina, quantomeno, al sentimento provato al momento”.

Ad una settimana dalla partecipazione al Venice Experimental il bilancio tracciato da Amanda Rosi è più che soddisfacente: “Il motivo preponderante che mi ha spinto a partecipare, era mostrare la mia opera ad un pubblico internazionale ed eterogeneo, cogliendo anche l’occasione di stimolare la curiosità verso il “rapporto dal vivo” con un’opera visiva”.

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